Italian Zombie, il progetto. Intervista a Paolo Baron

Italian Zombie. Cronache dalla resistenza, 80144 edizioni (2013), 304 pagine, 13 euro

imagesHo sempre odiato gli zombie, con le loro facce purulente, le bocche che grondano brandelli di carne umana e l’andatura dinoccolata. Non riesco a vedere più di cinque minuti di The Walking Dead senza avere i conati di vomito. Eppure questo volume è uno dei miei preferiti, un libro che mi ha coinvolto ed emozionato, dal primo strato di pelle giù fino all’osso. E mi ha incuriosito, parecchio. Italian Zombie è una raccolta di storie così belle, coinvolgenti, emozionanti, che prescindono dal tema. Una raccolta che potrebbe essere un romanzo, tanto i racconti sono legati fra loro; le storie partono non solo da un tema comune, ma sono tutte costruite seguendo un background comune: il mondo (e in particolar modo l’Italia) invaso dagli zombie.

Last but not least, sono storie create da scrittori secondo me di altissimo livello, tutti. E se il volume ha entusiasmato me che odio (odiavo) gli zombie, figuriamoci a chi è fan del genere!
Siccome non voglio rovinare la sorpresa e preferisco che le storie vengano lette e respirate, vorrei invitarvi a fare un “gioco” con me. Intervisterò uno per uno gli autori e l’ideatore del progetto e vi assicuro che Italian Zombie è un caso particolare anche per chi come me è interessato al metodo, alla scrittura, alla creazione di un prodotto editoriale che spero avrà il successo che merita.

Inizio da Paolo Baron, boss della 80144 edizioni (non chiamatelo editore, altrimenti si arrabbia) e ideatore di Italian Zombie (copertina – stupenda – compresa).

Paolo, come ti è venuta l’idea di un volume sugli zombie? Vecchia passione, o hai voluto cavalcare l’onda della zombie-addiction degli ultimi tempi?
Sono innamorato e ossessionato dalla figura dello zombie fin da piccolo. Negli anni 70 mi facevo delle abbuffate di morti viventi coi film di Romero e co. e i fumetti di Simon Garth. Resto legato allo zombie che cammina lento e che puoi prendere a bastonate anche solo per divertirti, questi che corrono non mi convincono troppo.
Naturalmente, facendo questo lavoro, mi sono sentito libero di dare una visione personale del genere, nello specifico di Italian Zombie, l’ho voluta in Italia.
Il momento era commercialmente propizio grazie alla serie tv The Walking Dead e a un paio di film, tutto funzionale al rilancio della figura dello zombie naturalmente. Credo dipenda dai soldi che hanno fatto coi vampiri di Twilight. Forse toccherà anche a Frankenstein e poi alla mummia. L’uomo lupo non è andato granché.

Questo volume è diverso da tutti gli altri tematici che hai pubblicato finora. Di solito tu lanci un tema e dai il via alle selezioni fra i 50-150 racconti che ricevi. Questa volta invece com’è andata?
Avevo in testa l’architettura del volume. Pochi scrittori, ognuno dalla propria città a raccontare la personale visione di un’apocalisse, con un personaggio, un linguaggio e un fine comune: salvarsi la pelle. Ho preso l’agenda e ho cercato gli scrittori che avrei voluto nell’avventura. Mi hanno detto sì otto su nove.

Hai chiesto agli autori di seguire una linea precisa, un metodo (anche per collaborare fra loro) o li hai lasciati liberi?
Assolutamente liberi, nelle idee e nello stile, ho definito poche linee guida insieme a Manfredi Giffone, servivano per rispettare alcuni punti importanti come date, eventi storici eccetera. Ho chiestoanche di restare collegati via facebook, twitter, sms, blog o telefono. Doveva sembrare reale la comunicazione tra i sopravvissuti. Una parte originale di quelle comunicazioni è nel libro.

Fino a che punto hai coordinato gli scrittori?
Gli scrivevo e-mail da spammer in modo da coinvolgere e informare tutti ed evitare che parlassero solo con me. Qualche telefonata ogni tanto per sapere come andava.

Hai eventi in programma legati al volume?
Notoriamente non facciamo presentazioni tranne che in rari casi, questo è un caso raro. Stiamo organizzando una presentazione a Bologna, alla Feltrinelli. Bologna ha due racconti nel volume.

Ti sei divertito? E come ha risposto la tua redazione?
È stato proprio bello. Nessuno degli otto scrittori (tranne me, ovvio) aveva mai avuto a che fare con gli zombie. Ho copiato a tutti gli scrittori le serie tv The Walking Dead, ne sono stati dipendenti per diverse settimane.
La mia redazione risponde sempre bene a quello che metto sul tavolo, inizio a pensare che forse sto per morire e fanno di tutto per manifestarmi l’ultimo amore.

Sai che pubblicherò le interviste fatte a tutti gli scrittori del volume. Vuoi dire loro qualcosa?
Vi prenderei a morsi!

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