Il gusto di leggere: L’IBRIda CENA con Il pranzo di nozze di Renzo e Lucia di Marco Giacosa

Alcune settimane fa ho letto un Decalogo molto interessante scritto da Giulio Mozzi, questo: https://vibrisse.wordpress.com/2015/12/03/dieci-suggerimenti-non-esaustivi-per-fare-bene-la-presentazione-di-un-libro-con-presenza-dellautore/ e ho riflettuto sul fatto che le presentazioni dei libri, a volte, sono proprio noiose e poco utili. Raccontare la trama del libro, ascoltare il “relatore” che incensa, loda e sbroda l’autore e, ancora più spesso, sé stesso non è utile né piacevole. Sono poche le serate dedicate a libri e autori (gli incontri a Libri e Bar Pallotta per esempio) per cui valga la pena chiamare baby sitter, prendere permessi al lavoro, fare due ore di traffico per accaparrarsi un posto.

Ci pensavo sabato sera, 1 aprile, alla cena organizzata per il libro Il pranzo di nozze di Renzo e Lucia di Marco Giacosa (Miraggi Edizioni); anzi, a L’IBRIda CENA. Ibrida perché non è solo una cena. E’ la presentazione di un libro, l’incontro con l’autore, un excursus nella storia della cucina, una serata conviviale in un luogo non prettamente adibito alla ristorazione.

L’IBRIda CENA è un progetto ideato dallo chef e editore Fabio Mendolicchio (ha fondato la casa editrice Miraggi), in cui il concetto di “cena con l’Autore” viene reinterpretato e “speziato”, arricchito, insaporito dal piacere di stare insieme e scoprire cose nuove. Continua a leggere

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E vissero tutti lettori e contenti

Dal 25 febbraio le bacheche dei librai indipendenti sono piene di facce di lettori contenti con: zaini, cestini delle biciclette, borse, braccia, buste piene zeppe di libri. Verrebbe da pensare che si tratti di un’epidemia, un gas che sprigionato nell’aria spinge la gente a comprare, comprare, comprare, come il gas …. fa venire da ridere senza motivo.

In questo caso un motivo (diciamo meglio una “spinta in più”, perché i lettori non hanno bisogno di un “motivo” per comprare i libri) c’è e viene da una bravissima e ingegnosa libraia di Lecco, Serena Casini che con Andrea, il suo compagno, è il cuore (e la testa) della bellissima Libreria Volante (questa la pagina Facebook).

Premettiamo che Serena ha alle spalle più di dieci anni di esperienza come libraia, redattrice, editor; era lei anche insieme a Filippo Nicosia e ai “colleghi itineranti” Mauro Maraschi e Maura Romeo in giro per l’Italia con Leggiu, il pulmino-libreria di Pianissimo; ed è lei che, prendendo spunto da un’ottima idea americana, ha ideato l’Italian Book Challenge, migliorando e rendendo ancora più coinvolgente e interessante l’idea originaria.

Diciamo subito una cosa: l’IBC (#IBC16) fa bene a tutti: ai lettori, ai librai, alle librerie, agli editori. Serena infatti ha creato, come prima cosa, una rete (potente e divertente) di librerie indipendenti di tutta Italia. I librai, invece di chiudersi nei loro castelli e issare il ponte levatoio, hanno accolto con grande entusiasmo l’idea, consapevoli (vivaddio!) che l’unione fa la forza. E hanno accolto la proposta di diventare “luoghi deputati” per il primo Book Challenge italiano.

Serena, da vera appassionata di libri e lettura (e come lei, i librai che hanno risposto all’appello) e con evidente professionalità e consapevolezza, ha capito che la Lettura può essere – deve essere – un gioco, qualcosa che faccia sorridere e che metta in relazione lettori, editori, librai con allegria e gioia.

Anche da queste premesse (poi lo chiederò a lei se è così) è nato questo challenge che già ha coinvolto e appassionato tutti.
La gara (il challenge appunto) consiste nell’acquistare (nelle librerie indipendenti indicate) e leggere 50 (questo è l’obiettivo massimo, ma si può concorrere anche con numeri al di sotto di questo, l’importante è partecipare) libri in un anno. Le linee guida, che sarà divertente esaminare e discutere con i propri librai di riferimento per avere consigli, suggerimenti, idee, sono 50 “categorie” di libri, molto stuzzicanti e divertenti, fra cui orientarsi; tipo Un libro il cui protagonista svolge il tuo stesso lavoro o Un libro che abbia almeno 100 anni più di te o ancora Un libro che ti è stato consigliato da una persona che hai appena incontrato (magari in libreria, chissà che non possa nascere un’amicizia).
Due estrazioni assegneranno premi (a giugno e a dicembre) ai lettori più “attivi”, ma saranno tante le iniziative legate all’IBC. Di seguito trovate i riferimenti “ufficiali”, con regolamento, lista delle categorie e delle librerie, appuntamenti e tanti contenuti extra.

Buon divertimento! E ancora complimenti a Serena e a tutti gli indie-librai che l’hanno seguita.

Il Regolamento e la pagina facebook.

 

 

Librerie del cuore: Libri e Bar Pallotta a Ponte Milvio

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Tutto. Avrei comprato tutto. Mi sono limitata, a fatica, a sei libri. E dopo aver conosciuto la Libraia sarei tornata indietro a comprare ancora e ancora (e tornerò).
Cos’è che ti fa sentire sicura (che farai le scelte giuste), protetta (dai libri sòla), a casa in una libreria? Me lo sono chiesto stamattina, mentre aspettavo un’amica da Libri e Bar Pallotta, a Ponte Milvio (Roma); ho cercato quindi di decifrare una sensazione che ho in pochi posti, e che quando mi capita è bellissima, mi attiva i recettori dello shopping librario compulsivo e le endorfine.

La selezione dei libri in evidenza

Fondamentale trovare una selezione che non necessariamente trovi esatto riscontro nei tuoi gusti; una selezione che proponga autori, case editrici, inviti alla scoperta e renda piacevoli e proficui, anche con una sistemazione coerente e chiara dei libri, l’acquisto o semplicemente la sosta. E devo dire che Carmelo Calì e Carla Campus lavorano benissimo in questo senso. In evidenza all’ingresso, proprio di fronte al bancone del bar, libri di case editrici indipendenti, nuove e storiche (NEO. NN, Marcos y Marcos, SUR, Minimum fax e tante altre) insieme a libri di case editrici dalle spalle larghe scelti non per il nome ma per la qualità.

L’ambiente accogliente e avvolgente
La sala oltre il bancone invita a passeggiare fra gli scaffali, fermarsi a sedere sulle poltroncine o sulle sedie, bere un tè, mangiare un panino e guardarsi attorno, lasciarsi chiamare dai libri esposti e divisi per genere e casa editrice. Ottima selezione di graphic novel (Carla se ne è appassionata da poco, ma è diventata “bulimica” di storie illustrate e fumetti), tanti libri per bambini posizionati all’altezza giusta (cosa non poi così scontata), libri di cucina, esoterismo, filosofia, di facile accesso e chiara individuazione. E banchi con una scelta di titoli che racconta dei librai, delle loro relazioni con il pubblico, con la lettura, con gli editori e la rende ancora più viva.

I librai attivi
Librai che cercano, per quanto possibile, di leggere tutto, parlano e programmano come promuovere le case editrici o i singoli romanzi che meritano di essere letti, accolgono il lettore senza “ubriacarlo”, ma invitandolo a sorseggiare e, se è il caso, a bere con iniziative piccole e originali (il libro al buio, per esempio: un libro di cui si conosce solo il prezzo, impacchettato e pronto per essere scelto e letto… “a pacco chiuso”) o eventi importanti (L’IBRIda cena, cene con autori, editori e uno chef che studia un menu a tema; Libri a Mollo, rassegna di incontri estiva – e non solo – con autori che dialogano – finalmente – con il pubblico).

Libraio-lettore: 1-1
Il libraio esce dal bancone, si libera del punto informazioni e parla con il lettore, gli racconta non solo trame, prezzi e ISBN, ma emozioni legate ai libri, alla libreria, gli consiglia libri che ama, o libri che il lettore potrebbe (conoscendolo un po’) amare. Lo accoglie, a braccia e cuore aperto, come ha fatto Carla Campus, persona eccezionale di cui avevo tanto sentito parlare e che per me è stato un onore e un piacere conoscere.
All’appello manca il mitico Carmelo Calì, che seguo e di cui ho tanto sentito parlare e che spero di incontrare presto, anima della libreria insieme con Carla. Perché, parliamoci chiaro, la libreria è il libraio (o sono i librai, come in questo caso), quando è una libreria di qualità.
Può essere ospitata nel posto più fico e chic della città, avere i pavimenti in vetro con sotto gli scavi, ma se non ha un’anima è solo una serpentina di scaffali e nulla più.

E non dite che le grandi librerie fanno tessere e sconti e le piccole no. Da Libri e Bar Pallotta, ogni 150 euro di spesa avrete un buono di 15 euro ed è possibile acquistare buoni regalo di qualunque valore.
Non sarà il “fuori tutto” da cartellone, ma… volete mettere a scegliere come spendere buoni e regali accompagnati e accolti, magari bevendo una birretta?

Questa la pagina Facebook della Libreria.

Finalmente a casa: Colapesce (libreria e bistrot)

1912009_604645302939728_1414587856_nColapesce non è solo una libreria bistrot; Colapesce è un posto magico, uno di quei posti dove scattano incantesimi che ti legano per sempre a luoghi, odori, luci.
Piccola (saranno meno di cento metri quadri) e perfetta, è una di quelle librerie tirate su dalla (e con la) passione – più che con calcolatrici e libri contabili – di persone (in questo caso i fratelli Nicosia; ricordate Pianissimo, la libreria itinerante?) che amano i libri e con i libri amano anche lavorare. Arredata con materiali semplici, sa di mare (nelle cui profondità ancora si può sentire la fatica di Colapesce, mentre regge la nostra terra sicula) e di salsedine, con i suoi tavoli di legno povero e le lampare appese a illuminare.

Il colpo di fulmine – l’incantesimo – è scattato la prima volta che ci sono entrata, arrivata da Roma a Messina in aereo, qualche mese fa. Un passaggio veloce, giusto per conoscere un posto nuovo che desideravo vedere. L’innamoramento pochi giorni fa, quando ci sono tornata per un aperitivo e per prendere alcuni regali. Bevevo e non riuscivo a smettere di guardarmi attorno e cercare di abbracciare tutti quei libri che con cura e amore (si percepisce chiaramente) sono sistemati, a beneficio dei lettori e a gusto dei librai-padroni di casa (una delle cose che distinguerà sempre le “librerie di catena” dalle “case dei libri”). Tante case editrici (indicate chiaramente da cartellini scritti a mano) trovano posto da Colapesce, dalle più grandi e storiche fino alle più piccole e appena nate (avevo accanto, mentre bevevo un prosecco, un’ottima selezione per esempio della 66thand2nd). Sui tavoli dedicati ai consigli di lettura, invece delle pile di Vespa, Morelli e Crepet alle quali siamo ormai abituati e che ti fanno venire voglia di gridare “Fahreneeeeit!”, libri stupendi e irresistibili: ultime novità da far conoscere e romanzi che non hanno tempo, come In viaggio contromano di Michael Zadoorian (Marcos y Marcos), uno dei più belli mai letti.

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È in posti come questo che entri con l’idea di comprare un libro ed esci con almeno tre romanzi che non avevi preventivato e che ti hanno “chiamato”. Libri che ti girano attorno per settimane, mesi e che si fanno trovare in questi posti magici. Fabrizio Piazza (libraio di cui ho una stima infinita) aveva consigliato il libro Atlante degli abiti smessi di Elvira Seminara; si è fatto trovare alla cassa, davanti a me. Avevo in testa da un po’ di leggere Marcello Fois; ecco, mentre guardavo altre cose, una pila di suoi romanzi (è stato ospite in libreria da poco) mi ha “invitato” ad alzare gli occhi e prendere Nel tempo di mezzo (“Marcello Fois è un fuoriclasse, non c’è un libro in particolare da cui iniziare; tutti sono da leggere” mi ha detto il libraio).

Mi inorgoglisce tanto (concedetemi una piccola parentesi di siculitudine) che due fra le più belle librerie con i librai più preparati e appassionati (una è Colapesce, l’altra è Modus Vivendi) siano nella mia terra, e una proprio nella mia città. Librerie che, come dovrebbero essere tutte (e come il Libraio per eccellenza, Romano Montroni, insegna), diventano punti di incontro, discussione, centri culturali (nel senso meno paludato e più sociale del termine) e luoghi in cui, fra lettura, musica, cibo, intrattenimento sia piacevole stare, trascorrere il tempo felicemente, vivere. Sono d’accordo con la loro quando si definiscono una piccola speciale comunità aperta dove ognuno è diverso, non prende tessere, non agita agende, non porta giacche di tweed per essere accettato. 

Questa è la loro pagina Facebook. Seguitela, anche se non vivete a Messina. La loro comunità non ha confini.

La libreria con l’altalena: il Maggiolino cantastorie (Roma)

Il Maggiolino cantastorie, via della Consolata 22, Roma (nei pressi di Villa Pamphili)

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Se non fosse un’imprenditrice, e quindi con i piedi ben saldi per terra, si direbbe che la proprietaria di questa bellissima libreria possa essere una fata, che svolazza tra gli scaffali con i libri in esposizione e lo spazio laboratorio adiacente alla sala principale.
Si respira passione, amore per i libri e per i bambini, creatività e fantasia in questa libreria. La mia bimba di 4 anni e mezzo è rimasta incantata da un oggetto che tutti, anche noi adulti, vorremmo avere in casa: un’altalena con un’asse di legno come sedile, appesa al soffitto. Come Holly Hobbie, ci si può dondolare spingendosi con i piedi, guardando intanto quello che ci circonda. Continua a leggere

Libreria Baba Jaga – Messina

Libreria Baba Jaga, Via Argentieri 54/56, Messina, tel 090 2403280

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In pieno centro, proprio dietro al Teatro Vittorio Emanuele (storico e bellissimo) e a due passi (di gigante) dal mare e dallo Stretto con la Madonnina, c’è questa piccola libreria (questa è la animatissima pagina facebook), nata per i piccoli, che propone grandi cose. Innanzitutto si presenta (e non delude le aspettative) come uno spazio non solo dove acquistare un libro e uscire (come molte, troppe librerie), ma un vero centro di aggregazione, incontro, collaborazione.
Quando Romano Montroni dirigeva la prima libreria Feltrinelli a Bologna aveva creato la libreria ideale, quella dove incontrarsi, discutere, conoscere autori, scambiare opinioni ed esperienze. Con tanti libri ben scelti intorno e attorno a cui gravitare.
Barbara Cucinotta, ideatrice e mente creativa della libreria Baba Jaga (con una lunga esperienza in librerie e un’immensa passione per la lettura), ha fatto proprio questo, e lo ha fatto per i bambini, cosa che le rende ancora più merito. I bambini sono non solo i lettori di domani, ma persone che meritano spazi curati e pensati per loro dove giocare e crescere. Continua a leggere

Leggere d’estate: i classici e l’ottimismo… in vetrina

consigli_Feltriarge2Sabato 22 giugno le vetrine della libreria Feltrinelli in Largo di Torre Argentina consigliavano alcune letture per l’estate.
Una vetrina consigliava i classici: Virginia Woolf, Voltaire, Dostoevsky, Machiavelli. Letture senza tempo, che varrebbe la pena intraprendere. Molti dei libri consigliati sono in sconto (dal 15 al 25 per cento). Un cartello però che sovrasta i classici in mostra richiama l’attenzione e promuove Morimondo, ultimo libro dello scrittore viaggiatore Paolo Rumiz, pubblicato da Feltrinelli: una storia dove il Po, chi lo ama, chi lo ha solcato e il fiume stesso diventano protagonisti di un lungo racconto che fluisce come l’acqua.

L’altra vetrina, superata quella dei dvd, cd, strumenti musicali e corsi per imparare a suonare la chitarra in ventiquattro ore, consiglia due libri in modo inequivocabile (con grandi cartelloni e sfilata di copertine):
io prima di te di Jojo Moyes (edito da Mondadori e tradotto da Maria Carla Dallavalle)
e
io che amo solo te di Luca Bianchini (edito da Mondadori)
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