Sette abbracci e tieni il resto di Stefano Tofani (Rizzoli)

Non ce la faccio a infilarlo fra gli altri, non solo perché copertina e titolo mi trasmettono calore e mi ricordano Ernesto, e la sua avventura chiusa in questo meraviglioso libro. Deve avere un posto d’onore perché è il primo libro per ragazzi (anche un po’ cresciuti come me) di Stefano Tofani e merita tutto l’amore possibile.

Come quello che lui dà ai suoi personaggi, dal più importante al più piccolino. Tanti scrittori scivolano sulla scelta di scrivere in prima persona, soprattutto se devono entrare nelle scarpe di una persona che ha 30, 40 anni meno di loro. Stefano non solo entra perfettamente nella testa e nel cuore di un ragazzino, ma con le scarpe di Ernesto compie un viaggio nella vita di tanti ragazzi di oggi, che affrontano a volte questioni più grandi di una spanna rispetto a loro.

Nemmeno Mark Haddon nel suo bestseller era riuscito a rendere così bene l’idea di un bambino “particolare” messo davanti a un giallo da risolvere, andare in profondità nelle relazioni con gli altri personaggi, calandolo nella storia quotidiana; forse questo libro ricorda un po’ di più i film di Michel Gondry, in cui i personaggi affrontano la parte più dura della realtà con la loro anima bambina, pulita, che non sempre significa ingenua e che tutti dovremmo tenere sempre attiva.

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