#stayLeggendo: inizio io!

width=#stayLeggendo, un hashtag*, un modo di vivere: non poter fare a meno di leggere. “Stare” con un libro, una rivista, una bacheca facebook, qualunque cosa abbia parole messe in fila che raccontino una storia (anche l’INCI dello shampoo può averne una, con la dovuta dose di fantasia).
Stai (all’italiana) leggendo è parte di quella domanda che il vicino di ombrellone (in estate), l’amico (spesso), il lettore in cerca di consigli ti farà (prima o poi): Cosa stai leggendo?

Visto che siamo in estate, pronti per le vacanze, ho girato la domanda ad amici lettori:
Che cosa leggerai in vacanza?

Aggiungendo poi due mie personali curiosità:
Perché hai scelto questo libro/questi libri?
Dove andrai?

Sono praticamente consigli a scatola chiusa, libri che potrebbero essere stupendi, così come deludenti (anche se è difficile che un lettore “sbagli” libro, se è abbastanza allenato). Sarebbe bello, sul finire dell’estate, avere da loro un riscontro… vedremo.
I primi, nei prossimi giorni, saranno Marco Giacosa, Isabella Mattazzi, Massimo Roscia, Paolo Baron e Daniele Pinna.

Intanto apro per voi la mia busta di libri con cui sono uscita felice da Libri e bar Pallotta qualche giorno fa: sono desideri di lettura che porterò con me in Sicilia, a Casa mia, sperando di riuscire a esaudirli tutti (con due bimbi al seguito e un mare da favola non è sempre semplice):

Ellen Ullman, Accanto alla macchina, minimum fax, perché lo ha consigliato Luca Pantarotto e di lui mi fido (e adoro le sue recensioni in corso di lettura su Facebook). Ho anche Holden & Company, Aguaplano, ordinato online e che arriverà a Messina;
Marco Marsullo, Due come loro, Einaudi stile libero, perché so che sarà una bella sorpresa da un autore che ho visto crescere di romanzo in romanzo;
Jesmyn Ward, Salvare le ossa, NN editore, perché con NN vado sul sicuro e desideravo concedere il tempo dilatato dell’estate a questo libro che prevedo anche emotivamente forte;
Sacha Naspini, Le case del malcontento, e/o, perché mi fa pensare al Perec di Vita, istruzioni per l’uso, che mi ha regalato un mondo sorprendente e perché me lo ha consigliato la mia libraia Carla, una certezza;
Francesco Muzzopappa, Heidi, Fazi editore, perché voglio ridere fino a sentirmi male, con uno scrittore ironico, pungente e mai banale;
Erika Bianchi, Il contrario delle lucertole, Scrittori Giunti, perché lo avevo comprato appena uscito, ho iniziato a leggerlo qualche giorno fa e già ci sono dentro fino al collo.

#stayTuned #stayLeggendo

*titolo ispirato a un hashtag inventato da Marco Giacosa in tema cibo e grandi abbuffate (#stayporcello)

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Nulla accade per caso

Nulla accade per caso: il mio motto da sempre. E non è un caso che Carmelo Calì, libraio e amico, tanto tempo fa mi abbia consigliato, nella maniera veemente ed entusiasta che gli è tipica, il Breve trattato sulle coincidenze, con la sua collega Carla Campus che scuoteva la testa, approvandone la dritta.
Da quel momento Dara ha iniziato a far parte della mia vita da lettrice, che sicuramente con lui ha guadagnato 1000 punti. Ho adorato il Breve trattato, ho sognato, mi sono emozionata con gli Appunti di meccanica celeste e ho capito che dietro due libri così belli, così pieni di spunti, di personaggi che ti rimangono nel cuore, ambientati in un paesino in provincia di Catanzaro che sotto le sue mani sembra il paradiso, doveva esserci una bella persona.

Mi è bastata una presentazione, in occasione della quale l’ho anche intervistato, per capire che il talento passa anche per l’anima, non solo attraverso una tastiera.

Qui la mia “lettura” dei suoi primi romanzi e qui quella volta in cui mi ha parlato del suo primo romanzo, di personaggi, letture e cimiteri.

Dietro le quinte delle storie con Antonella Lattanzi

Come nasce un libro? Perché una scrittrice (o uno scrittore) decide di raccontare una storia? Che cosa cerca fra le righe del suo romanzo? Quali sono gli elementi importanti da cui non si può prescindere?
Tutte domande a cui ha risposto Antonella Lattanzi, che ha aperto una bella rassegna di Aperitivi con le autrici ideata da Isabella Borghese e la sua Book Media Events, impresa al servizio degli scrittori, dei lettori e della diffusione (vera e senza retorica) della lettura.
Alla Casetta rossa nel quartiere Garbatella, accompagnata dalla giornalista Annalena Benini e da Isabella, Antonella Lattanzi ha aperto il suo cassetto (quello fatidico da cui vengono fuori tutti i romanzi) e ha raccontato la sua storia nera, ovvero come e perché ha scelto di scrivere il suo ultimo romanzo, Una storia nera (Mondadori 2017): una bellissima e sorprendente “lezione” di scrittura, e di lettura che ha appassionato il pubblico.
Scopriamo al primo intervento che Antonella non si muove solo in ambienti che conosce, come nel caso di questo romanzo; è lei stessa a dichiararlo: Le nostre vite sono piccole. Ho molta curiosità del mondo e di tutto ciò che è diverso. Continua a leggere

Work in progress: Sangue giusto di Francesca Melandri

Ho finito l’anno leggendo un libro che mi ha toccato profondamente e mi ha fatto venire anche un po’ i sensi di colpa. Il libro è Sangue giusto di Francesca Melandri (edito da Rizzoli) e ne scriverò sul blog lapoesiaelospirito.wordpress.com a breve.
Qui voglio solo dire che ci sono periodi ed eventi legati alla storia del nostro Paese che non conosciamo abbastanza, di cui si parla poco, o se ne parla interpretandone la realtà. Questo libro è frutto di un lavoro importante di documentazione primaria sul periodo coloniale italiano in Africa durante l’era fascista e racconta in maniera molto diretta e cruda ciò che succedeva allora. I nostri soldati e le nostre “menti” andati a civilizzare le popolazioni inferiori, il tremendo Manifesto della razza, promosso e firmato da gente che è rimasta in Parlamento fino quasi ai giorni nostri.

Mi sento in colpa perché avrei potuto, incontrando qualche paragrafo sui libri di storia, documentarmi, leggere le fonti primarie (il Manifesto quello è, non è possibile travisare o interpretare), dare un’occhiata alle riviste dell’epoca, capire di più di un pezzo di storia che non è tanto lontana, non solo dal punto di vista cronolgico, dalla nostra; a voler vedere bene, tante situazioni che stiamo vivendo oggi affondano le radici in un’epoca – e in consuetudini – non troppo lontane. Ilaria Profeti, una dei protagonisti del romanzo, lo ha capito prima di me, e me lo ha comunicato.

Il gusto di leggere: L’IBRIda CENA con Il pranzo di nozze di Renzo e Lucia di Marco Giacosa

Alcune settimane fa ho letto un Decalogo molto interessante scritto da Giulio Mozzi, questo: https://vibrisse.wordpress.com/2015/12/03/dieci-suggerimenti-non-esaustivi-per-fare-bene-la-presentazione-di-un-libro-con-presenza-dellautore/ e ho riflettuto sul fatto che le presentazioni dei libri, a volte, sono proprio noiose e poco utili. Raccontare la trama del libro, ascoltare il “relatore” che incensa, loda e sbroda l’autore e, ancora più spesso, sé stesso non è utile né piacevole. Sono poche le serate dedicate a libri e autori (gli incontri a Libri e Bar Pallotta per esempio) per cui valga la pena chiamare baby sitter, prendere permessi al lavoro, fare due ore di traffico per accaparrarsi un posto.

Ci pensavo sabato sera, 1 aprile, alla cena organizzata per il libro Il pranzo di nozze di Renzo e Lucia di Marco Giacosa (Miraggi Edizioni); anzi, a L’IBRIda CENA. Ibrida perché non è solo una cena. E’ la presentazione di un libro, l’incontro con l’autore, un excursus nella storia della cucina, una serata conviviale in un luogo non prettamente adibito alla ristorazione.

L’IBRIda CENA è un progetto ideato dallo chef e editore Fabio Mendolicchio (ha fondato la casa editrice Miraggi), in cui il concetto di “cena con l’Autore” viene reinterpretato e “speziato”, arricchito, insaporito dal piacere di stare insieme e scoprire cose nuove. Continua a leggere

IBC16, categoria 22: un libro con la copertina blu

Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice, a cura di Riccardo Falcinelli, pubblicato da minimum fax nel 2015.
(Italian Book Challenge, categoria 22: un libro con la copertina blu – solo perché non c’è la categoria “libri necessari”. Acquistato presso Libri e Bar Pallotta)

fare_libri
Ho trovato questo libro girovagando per la sala di Libri e Bar Pallotta, in attesa di un pranzo+birretta con i miei librai preferiti. Non so come ho fatto a perderlo quando è uscito perché non è solo un libro stupendo, ma necessario. E non solo per appassionati di lettura, e del libro in quanto oggetto da possedere, toccare, odorare.

Ogni pagina è un’opera d’arte da guardare, leggere, studiare.

In questo libro ci sono – fotografati, illustrati, raccontati – dieci anni di storia, attività, vita e scelte di una delle case editrici che adoro: minimum fax. Entrare attraverso questo libro nella loro redazione, assistere (a posteriori) alle riunioni fra editor, grafici, redattori, è un regalo che la casa editrice ha fatto a noi lettori più che a se stessa, per celebrare l’occasione importante.

Una grande lezione di generosità svelare segreti, retroscena, scelte commerciali, strategie di marketing che partono da una copertina ben studiata, un interno curatissimo e progettato millimetro per millimetro, un’immagine coordinata che fa di minimum fax, ancora oggi, una delle case editrici, se non La casa editrice, più riconoscibili in Italia (forse al mondo; non a caso si ispira, per alcune collane, a Penguin books).

Conoscere anche aneddoti legati ad alcune scelte, soprattutto se si riferiscono a una collana stupenda (sia come veste grafica che come titoli), come minimum classics è divertente e curioso. Sapevate per esempio che l’effetto “libro sporco e rovinato”, da biblioteca, che oggi si intuisce nelle copertine della serie, inizialmente era molto più esagerato e tanti librai rimandarono indietro le copie come “fallate”? Questo dà anche l’idea di una casa editrice in continua sperimentazione, che guarda non solo all’aspetto commerciale di una pubblicazione, ma al piacere vero di concepirla, progettarla, studiarla e… vestirla a festa.

Certo, con un genio assoluto quale è Riccardo Falcinelli e una squadra fra le migliori l’impresa è facile. E riempire le nostre librerie di loro titoli è un gioco ancora più facile!

minimum
una parte della minimum collection di “casa frailibri”

Piccoli – grandi – maestri

piccoli-maestri
Sapete chi sono i Piccoli Maestri? Sono scrittori volontari, riuniti in un’associazione no profit, e vanno nelle scuole a raccontare, con passione, piacere e onestà, i loro libri preferiti. Li raccontano senza fare analisi del testo, paratassi, ipotassi e compiti per il lunedì.
Questo è solo uno dei tanti video che potete vedere su You tube o sul loro sito, nuovo nuovo e bello bello: www.piccolimaestri.org.
Vi renderete presto conto che fanno venire la voglia di andare in libreria, in biblioteca, sfogliare e divorare il libro di cui parlano, a chiunque, non solo ai ragazzi e ragazze a cui si rivolgono. Anche il Polito (se non lo avete ancora fatto, leggete Lettori si cresce di Giusi Marchetta e vi si aprirà un mondo… oltre a capire chi sia questo Polito) più restio alla lettura avrebbe sempre un libro in mano se solo li incontrasse.

A questo punto vi starete chiedendo, come me quando li ho “scoperti”, perché i Piccoli Maestri siano un’associazione di volontari e non una istituzione, una parte fondamentale da integrare nel programma di ogni scuola, un veicolo di promozione della lettura ufficiale. Perché ancora lo Stato spenda soldi (tanti) per campagne di sensibilizzazione che non servono a nulla e soprattutto che non hanno assolutamente lo spirito adatto all’esigenza. Nessun ragazzo, vedendo suoi simili che come tanti mentecatti giocano a basket con dei libri di gomma, proverà interesse o curiosità; non è il suo linguaggio, non è stimolante, ma solo un messaggio didascalico ai limiti della demenza.

Detto questo, abbiamo in Italia una risorsa brillante, competente, coerente con i tempi e con la materia, che riesce veramente a catturare l’attenzione di ragazzi (e adulti) e che riesce, senza indulgere nello spiegare perché legge, a trasmettere una passione per il libro ma soprattutto per la storia semplicemente trasmettendola con la voce, le scelte di libri sempre nuovi e interessanti, i gesti del corpo, l’amore vero, che come quello per la persona del cuore, è irrazionale e non incasellabile, nemmeno con un hashtag.

Vi consiglio di andare alla scoperta di questa stupenda realtà: visitate il loro sito, guardate i video (utili e piacevoli a tutte le età) e se lavorate con i ragazzi chiamateli. Più li “manderemo in giro” e più, ne sono certa, i ragazzi ameranno leggere.
Ovvio, anche voi potete fare la vostra parte, a casa, con i vostri bimbi; se amate i libri lo sapete già che trasmettere l’amore per la lettura, per le storie ai più piccoli è naturale come tenere loro le manine mentre provano a fare i primi passi; ma sono fermamente convinta che l’incontro con i Piccoli Maestri aprirà loro un mondo in cui sapranno e potranno camminare in autonomia, e andare lontano, sempre con un libro in mano.