Il gusto di leggere: L’IBRIda CENA con Il pranzo di nozze di Renzo e Lucia di Marco Giacosa

Alcune settimane fa ho letto un Decalogo molto interessante scritto da Giulio Mozzi, questo: https://vibrisse.wordpress.com/2015/12/03/dieci-suggerimenti-non-esaustivi-per-fare-bene-la-presentazione-di-un-libro-con-presenza-dellautore/ e ho riflettuto sul fatto che le presentazioni dei libri, a volte, sono proprio noiose e poco utili. Raccontare la trama del libro, ascoltare il “relatore” che incensa, loda e sbroda l’autore e, ancora più spesso, sé stesso non è utile né piacevole. Sono poche le serate dedicate a libri e autori (gli incontri a Libri e Bar Pallotta per esempio) per cui valga la pena chiamare baby sitter, prendere permessi al lavoro, fare due ore di traffico per accaparrarsi un posto.

Ci pensavo sabato sera, 1 aprile, alla cena organizzata per il libro Il pranzo di nozze di Renzo e Lucia di Marco Giacosa (Miraggi Edizioni); anzi, a L’IBRIda CENA. Ibrida perché non è solo una cena. E’ la presentazione di un libro, l’incontro con l’autore, un excursus nella storia della cucina, una serata conviviale in un luogo non prettamente adibito alla ristorazione.

L’IBRIda CENA è un progetto ideato dallo chef e editore Fabio Mendolicchio (ha fondato la casa editrice Miraggi), in cui il concetto di “cena con l’Autore” viene reinterpretato e “speziato”, arricchito, insaporito dal piacere di stare insieme e scoprire cose nuove. Continua a leggere

Annunci

IBC16, categoria 22: un libro con la copertina blu

Fare i libri. Dieci anni di grafica in casa editrice, a cura di Riccardo Falcinelli, pubblicato da minimum fax nel 2015.
(Italian Book Challenge, categoria 22: un libro con la copertina blu – solo perché non c’è la categoria “libri necessari”. Acquistato presso Libri e Bar Pallotta)

fare_libri
Ho trovato questo libro girovagando per la sala di Libri e Bar Pallotta, in attesa di un pranzo+birretta con i miei librai preferiti. Non so come ho fatto a perderlo quando è uscito perché non è solo un libro stupendo, ma necessario. E non solo per appassionati di lettura, e del libro in quanto oggetto da possedere, toccare, odorare.

Ogni pagina è un’opera d’arte da guardare, leggere, studiare.

In questo libro ci sono – fotografati, illustrati, raccontati – dieci anni di storia, attività, vita e scelte di una delle case editrici che adoro: minimum fax. Entrare attraverso questo libro nella loro redazione, assistere (a posteriori) alle riunioni fra editor, grafici, redattori, è un regalo che la casa editrice ha fatto a noi lettori più che a se stessa, per celebrare l’occasione importante.

Una grande lezione di generosità svelare segreti, retroscena, scelte commerciali, strategie di marketing che partono da una copertina ben studiata, un interno curatissimo e progettato millimetro per millimetro, un’immagine coordinata che fa di minimum fax, ancora oggi, una delle case editrici, se non La casa editrice, più riconoscibili in Italia (forse al mondo; non a caso si ispira, per alcune collane, a Penguin books).

Conoscere anche aneddoti legati ad alcune scelte, soprattutto se si riferiscono a una collana stupenda (sia come veste grafica che come titoli), come minimum classics è divertente e curioso. Sapevate per esempio che l’effetto “libro sporco e rovinato”, da biblioteca, che oggi si intuisce nelle copertine della serie, inizialmente era molto più esagerato e tanti librai rimandarono indietro le copie come “fallate”? Questo dà anche l’idea di una casa editrice in continua sperimentazione, che guarda non solo all’aspetto commerciale di una pubblicazione, ma al piacere vero di concepirla, progettarla, studiarla e… vestirla a festa.

Certo, con un genio assoluto quale è Riccardo Falcinelli e una squadra fra le migliori l’impresa è facile. E riempire le nostre librerie di loro titoli è un gioco ancora più facile!

minimum
una parte della minimum collection di “casa frailibri”

Piccoli – grandi – maestri

piccoli-maestri
Sapete chi sono i Piccoli Maestri? Sono scrittori volontari, riuniti in un’associazione no profit, e vanno nelle scuole a raccontare, con passione, piacere e onestà, i loro libri preferiti. Li raccontano senza fare analisi del testo, paratassi, ipotassi e compiti per il lunedì.
Questo è solo uno dei tanti video che potete vedere su You tube o sul loro sito, nuovo nuovo e bello bello: www.piccolimaestri.org.
Vi renderete presto conto che fanno venire la voglia di andare in libreria, in biblioteca, sfogliare e divorare il libro di cui parlano, a chiunque, non solo ai ragazzi e ragazze a cui si rivolgono. Anche il Polito (se non lo avete ancora fatto, leggete Lettori si cresce di Giusi Marchetta e vi si aprirà un mondo… oltre a capire chi sia questo Polito) più restio alla lettura avrebbe sempre un libro in mano se solo li incontrasse.

A questo punto vi starete chiedendo, come me quando li ho “scoperti”, perché i Piccoli Maestri siano un’associazione di volontari e non una istituzione, una parte fondamentale da integrare nel programma di ogni scuola, un veicolo di promozione della lettura ufficiale. Perché ancora lo Stato spenda soldi (tanti) per campagne di sensibilizzazione che non servono a nulla e soprattutto che non hanno assolutamente lo spirito adatto all’esigenza. Nessun ragazzo, vedendo suoi simili che come tanti mentecatti giocano a basket con dei libri di gomma, proverà interesse o curiosità; non è il suo linguaggio, non è stimolante, ma solo un messaggio didascalico ai limiti della demenza.

Detto questo, abbiamo in Italia una risorsa brillante, competente, coerente con i tempi e con la materia, che riesce veramente a catturare l’attenzione di ragazzi (e adulti) e che riesce, senza indulgere nello spiegare perché legge, a trasmettere una passione per il libro ma soprattutto per la storia semplicemente trasmettendola con la voce, le scelte di libri sempre nuovi e interessanti, i gesti del corpo, l’amore vero, che come quello per la persona del cuore, è irrazionale e non incasellabile, nemmeno con un hashtag.

Vi consiglio di andare alla scoperta di questa stupenda realtà: visitate il loro sito, guardate i video (utili e piacevoli a tutte le età) e se lavorate con i ragazzi chiamateli. Più li “manderemo in giro” e più, ne sono certa, i ragazzi ameranno leggere.
Ovvio, anche voi potete fare la vostra parte, a casa, con i vostri bimbi; se amate i libri lo sapete già che trasmettere l’amore per la lettura, per le storie ai più piccoli è naturale come tenere loro le manine mentre provano a fare i primi passi; ma sono fermamente convinta che l’incontro con i Piccoli Maestri aprirà loro un mondo in cui sapranno e potranno camminare in autonomia, e andare lontano, sempre con un libro in mano.

I 10 libri del cuore

leggere

Il nuovo “gioco” di Facebook: creare una lista di dieci libri, senza pensarci troppo, che abbiano lasciato qualcosa dentro di noi. Ho colto al volo la convocazione di due amiche ed eccomi a stilare la mia lista. Sarà divertente magari stilarla fra dieci anni e vedere cosa è cambiato. In questa ci sono libri che hanno segnato la mia vita da lettrice, o che mi sono rimasti nel cuore più di altri, non necessariamente che mi siano piaciuti più di qualunque altro. Sicuramente ne avrò dimenticati tanti, ma intanto questa è la mia lista (in ordine rigorosamente sparso e non di preferenza):

  1. I Racconta storie: raccolta di favole e storie in 26 fascicoli, narrate da signori attori, che io ascoltavo a 5 anni e mia figlia ascolta oggi con la stessa emozione
  2. It di Stephen King: mi ha assorbito e “distratto” in un periodo brutto della mia adolescenza, in cui perdevo una persona importante e non volevo pensarci
  3. Carne e sangue di Michael Cunningham: un libro che ha scavato un solco nel mio cuore, un libro che racconta il crollo di pregiudizi e sovrastrutture, con un incipit stupendo
  4. Open di Andre Agassi con J.R. Moehringer: un bel tuffo nel passato e i retroscena del mio “amore” folle da adolescente per Agassi e la scoperta di una bella persona
  5. Se questo è un uomo di Primo Levi: per la prima volta ho sentito la voce più vera, più “interna” e viscerale di una delle pagine più brutte scritte sui libri di storia
  6. Colloquio con giulio Einaudi di Severino Cesari: per me che amo profondamente l’editoria e le vere case editrici con tutte le persone che con amore le portano avanti, una lettura che mi ha emozionato fino alle lacrime, finendo di leggerlo, una mattina in metro
  7. L’erba canta di Doris Lessing: sono stata con una donna meravigliosa in una fattoria di tanto tempo fa e ho sentito forte il profumo di un’epoca raccontata veramente da Nobel
  8. Rughe di Paco Roca: quando le immagini riescono a raccontare più delle parole
  9. Stoner di John Williams: un libro modernissimo nonostante sia di un’epoca ormai lontana, dirompente nella sua semplicità, con uno dei personaggi più veri e vivi che ti viene di prenderlo per le spalle e scuoterlo mentre leggi
  10. Ruti vuole dormire di David Grossman: un libro che ho letto mille volte a e con mia figlia e che mi emoziona e commuove ogni volta con le sue piccole grandi storie quotidiane

 

Prendetevi cura dei libri

lovebooksOk, sono tornata dalle vacanze maestrina dalla penna rossa e occhialetti che scivolano sul naso. Giuro che sarà il primo e l’ultimo post “amaro” su una questione di cui a molti non interessa granché, ma che per me è importante. Almeno un po’.

Mi dispiace molto constatare che in Italia ci siano grossi (che vuol dire poi questo “grossi”?) editori che a volte lasciano andare i loro “bambini” con i vestiti nuovi e firmati, ma con la camicia macchiata di cioccolato, il cappellino storto e le scarpe con le suole bucate.

Ho avuto ultimamente tra le mani un libro non brutto, con una trama comunque, nonostante ingenuità e ripetizioni, un minimo studiata, belle immagini e un messaggio chiaro che l’autore ha voluto condividere.

Peccato che fosse pieno di macchie. Tanti refusi, il primo entro le prime venti pagine: non uno scambio di lettere all’interno di una parola, proprio un termine errato. Errore ripetuto più volte nel corso della lettura.
Tante, tantissime ripetizioni, stancanti, inutili, evitabili, sia concettuali che proprio parole ripetute anche due, tre volte in due righe. Continua a leggere

Ricomincio da un libro che non mi è piaciuto…

Sono stata tanto tempo lontana dal blog. Traslochi, lavoro, poco tempo a disposizione, tanti libri letti, tanti libri impacchettati e imprigionati negli scatoloni.
Mi hanno “passato” questo libro da cui riparto, che non mi è piaciuto. Ovviamente, come tutte, è un’opinione personale, che vi voglio lasciare. Fatene ciò che preferite. E se lo leggerete, ditemi la vostra, fatemi ricredere.

trevi_gioiaEmanuele Trevi, Il libro della gioia perpetua, Rizzoli (2010) *Scala italiani*, 368 pagine, euro 19,50 (edizione 2013 BUR, 11 euro)

Lo scrittore e critico Emanuele Trevi viene invitato per partecipare come relatore di una conferenza su un argomento altisonante in un piccolo paesino vicino Napoli. Arrivato a destinazione, scopre che l’incontro è stato cancellato, ma decide di non ripartire subito. Questa diventa l’occasione per incontrare una donna (la signora Mastellone) che sarà un’amica importante e gli darà un libro fotocopiato, scritto da una bambina di otto anni, il Libro di Clara e Riki (che rappresenta la “chicca” finale del libro: fogli di quaderno con il Libro scritto a mano e disegnato da Chiara Gamberale). Dal libro partirà tutta la narrazione e il suo rapporto con personaggi reali e di fantasia, oltre che il rapporto con se stesso e il suo lavoro.

Trevi scrive bene. Sceglie i termini da utilizzare, incrociare, affiancare in maniera ponderata (lo si intuisce dalla perfetta costruzione della prosa), ha una dote naturale per metafore e similitudini (una fra le prime, quella sulla menzogna, è veramente notevole), tiene perfettamente il ritmo per tutta la narrazione. Nonostante il mestiere, l’idea di base (il Libro avuto in dono, da cui si dipartono una serie di considerazioni e relazioni) non troppo originale ma ben portata, non sono riuscita ad appassionarmi al libro. Sono stata presa e lasciata una quantità innumerevole di volte; quando pensavo di essere dentro la storia, perfettamente in carreggiata, uno scossone mi mandava fuori strada e mi faceva perdere attenzione.

E di scossoni in questo libro (non lo chiamerei nemmeno romanzo) ce ne sono tanti. Continua a leggere

Altro che omeopatia! Curatevi con i libri

Ella Berthoud, Susan Elderkin, Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, (a cura di Fabio Stassi), Sellerio *Il contesto* (2013), 637 pagine, 18 euro

influenza_vignetta_NUna mia splendida amica (perché solo le amiche splendide azzeccano i libri che ti piacciono) mi ha regalato un volume di Sellerio che mi ha molto incuriosito. Fondamentalmente è un libro di recensioni, o meglio, consigli spassionati di lettura. E fin qui, nulla di nuovo. Anche Nick Hornby, per citarne uno fra i tanti, lo ha fatto.
La cosa veramente sorprendente è che è una sorta di enciclopedia medica in cui i malanni siano malanni del corpo e dello spirito e in cui le medicine siano… i libri!
Per ogni stato mentale, fisico e sociale “difficile” ci sono uno o più libri che ne costituiscono la “cura” ideale. Ogni libro ha il suo lettore ideale, quello che sicuramente, per come sta messo, ne trarrà beneficio. Tutti quindi possono trarre beneficio dai libri; ci sarà sempre un libro da leggere, qualunque disagio, esigenza o desiderio di lettura si abbia.
Continua a leggere