Scrittori in vacanza: Monica Mazzitelli

Ho conosciuto Monica grazie a un suo racconto (Tampone è il titolo. Letto per la prima volta più di dieci anni fa, mi aveva colpito tanto che avevo desiderato conoscerne l’autrice); un’amica comune mi portò in un locale dicendomi che c’era lei. Ricordo di essermi emozionata e di aver capito vedendola che quell’incontro (letterario e privato) era già in programma, da qualche parte. La sua cartolina intima (e piena di lei) è un regalo speciale per me è per tutti.

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Cara Francesca,

ti mando questa cartolina scattata attraverso la finestra di quella che è diventata la mia nuova casa, da 20 giorni, senza preavviso. La vita si è fatta una risata molto allegra e mi ha mandato un uomo che facevo fatica a credere potessi più incontrare. Me l’ha fatto trovare lontano da Roma, in questa Svezia che da metà della mia vita è la mia seconda casa. E in questi giorni qui, insieme a due gatti con occhi verdi morbidissimi, sono tornata a scrivere narrativa, dopo anni di sola regia e articoli.
E proprio a te, che sei entrata nella mia vita attraverso la porta della scrittura, dedico questa piccola cartolina con gratitudine per esserci stata sempre, ma soprattutto ti dedico un nuovo piccolo racconto
(spero che possiate leggerlo presto anche voi, magari su questo blog o in una bella raccolta)

Un abbraccio!

Scrittori in vacanza: Enrica Belli

Si dice che i libri, alcuni libri, cambino la vita. Quando ho letto le bozze del suo primo romanzo, quello che Frassinelli ha pubblicato con il titolo La giovane morte di Mario Pietrantoni Enrica era una “buona conoscenza”. A due anni da quella lettura, Enrica è un’amica, una delle più care e dolci che io abbia. E ha un talento naturale per la scrittura; finisci di leggere il suo libro e vorresti subito averne un altro fra le mani.

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Sono stata in vacanza, una volta, d’estate, per cena.

Il primo figlio non c’era. Il secondo neppure. Il terzo dormiva. 

L’oste si chiamava Peppino Tinari, e scusate se  è poco: illuminava stellato la buia Majella. 

Hai finito Tostoj? Lo senti il sambuco? Staranno bene i bambini? Quattro cinque giri di domande, il vestito elegante macchiato di latte. Che sapore ha la libertà. Com’è dolce la mancanza. Lo sai che sei bella? Anche tu non sei male.

Una pesca profumata di ginepro nella bocca e Adriano (il terzo, sì quello nella foto) si è svegliato. Ha urlato forte di vita sulla buia Majella. C’era da brindare, e lo abbiamo fatto. 

Scrittori in vacanza: Guglielmo Pispisa

La cartolina di Guglielmo Pispisa, che come ho avuto modo di dire è uno dei miei scrittori preferiti, arriva con un ricordo delle sue estati passate mentre tiene per mano il futuro. Preparatevi a un lungo brivido, nonostante la temperatura.

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L’estate, penso per molti, è un tuffo nel passato, nell’infanzia. Dunque nel mio caso è un ritorno agli anni settanta. Per me quegli anni sono le “palazzine”, i mostriciattoli cementizi della modernità. Il progresso che portava con sé una dose di bruttezza come fosse un male necessario per accedere al benessere. Le palazzine, i palazzinari, il rimbalzo metallico di un pallone echeggiante fra le pareti di nudo intonaco della tromba delle scale. Le palazzine, gli anni settanta, l’estate, me bambino che attraverso sereno l’afa agostana stringendo la mano di mio padre. E oggi una riedizione di tutto questo, con me a recitare la parte del padre.

Editori in vacanza: Paolo Baron (80144 edizioni)

Non poteva mancare la cartolina di un editore che mi ha accolto nella sua famiglia romana quasi dieci anni fa e a cui sarò eternamente grata (e legata). Nei suoi saluti, expo libri, libertà e… corna!

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Non ho portato libri in vacanza, mi annoiavo. Allora sono stato all’Expo ma m’ha annoiato. Ora non vedo l’ora di tornarmene al mare, seduto sullo scoglio a guardare i pescherecci entrate e uscire dal porto.

Questo il sito della casa editrice.

Scrittori in vacanza: Carlo Romano

Ricevere una cartolina da un Maggiore dei RIS potrebbe non essere proprio piacevole. Non nel caso in cui il Maggiore sia anche scrittore (qui la mia lettura del suo primo romanzo, Silenzi di porpora) e saluti i suoi lettori da una posizione… privilegiata.

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Dopo un anno di duro lavoro, dopo aver convissuto per mesi con il lato più oscuro e malvagio dell’animo umano ed aver preso coscienza quotidianamente di quanto sia sottile il confine che separa la vita dalla morte, finalmente il meritato riposo. E oggi l’unico confine davanti a me é quello che separa il mare dal cielo: l’orizzonte.