Lacci di famiglia nel romanzo di Domenico Starnone

Domenico Starnone, Lacci, Einaudi *Supercoralli* (2014), 133 pagine, euro 17,50

starnone_lacciLacci è un libro perfetto. Perfetta la storia, perfetto il punto di vista, perfetto lo stile. Non c’è nemmeno una parola, una frase, un dialogo fuori posto, che poteva essere “tagliato”, modificato. Va benissimo così com’è. Ed è un vero piacere leggerlo, nonostante lasci inevitabilmente l’amaro in bocca.

Si dice spesso che una volta (la volta dei genitori di chi adesso ha tra i quaranta e i cinquant’anni) i matrimoni duravano tutta la vita perché si era più disposti al sacrificio, al compromesso. Sì, forse è vero, ma a che prezzo? La risposta (una possibile, ma piuttosto realistica) a questa domanda è il romanzo di Domenico Starnone. Continua a leggere

Libreria Baba Jaga – Messina

Libreria Baba Jaga, Via Argentieri 54/56, Messina, tel 090 2403280

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In pieno centro, proprio dietro al Teatro Vittorio Emanuele (storico e bellissimo) e a due passi (di gigante) dal mare e dallo Stretto con la Madonnina, c’è questa piccola libreria (questa è la animatissima pagina facebook), nata per i piccoli, che propone grandi cose. Innanzitutto si presenta (e non delude le aspettative) come uno spazio non solo dove acquistare un libro e uscire (come molte, troppe librerie), ma un vero centro di aggregazione, incontro, collaborazione.
Quando Romano Montroni dirigeva la prima libreria Feltrinelli a Bologna aveva creato la libreria ideale, quella dove incontrarsi, discutere, conoscere autori, scambiare opinioni ed esperienze. Con tanti libri ben scelti intorno e attorno a cui gravitare.
Barbara Cucinotta, ideatrice e mente creativa della libreria Baba Jaga (con una lunga esperienza in librerie e un’immensa passione per la lettura), ha fatto proprio questo, e lo ha fatto per i bambini, cosa che le rende ancora più merito. I bambini sono non solo i lettori di domani, ma persone che meritano spazi curati e pensati per loro dove giocare e crescere. Continua a leggere

Fino al cuore delle storie: Nadia Terranova e “Gli anni al contrario”

Nadia Terranova, Gli anni al contrario, Einaudi *Einaudi. Stile libero big* (2015), 144 pagine, 16 euro

gliannialcontrario2Quando ho visto la copertina del romanzo di Nadia Terranova ho pensato: “Oddio che bella! Una foto fantastica, molto dolce”. L’ho vista ogni giorno (per pochi giorni, il libro si divora, non riesci a staccarti) e poi l’ho guardata di nuovo, con più attenzione, appena finito il libro prima di metterlo a malincuore in libreria, e ho pensato che fosse una delle copertine più azzeccate degli ultimi dieci anni perché è protagonista insieme alla storia, aiuta quasi a declinarla meglio, non fa solo da “scatola” insieme con l’ottima quarta.

I due ragazzi ritratti hanno un’anima, sono pieni della storia appena raccontata, tanto da far venire il magone e le lacrime agli occhi. Merito di una attenta e curata scelta grafica, ovvio; ma a mio parere il merito è anche (e soprattutto) dell’autrice e di uno dei suoi tanti, tantissimi (che si notano fin dai primi racconti e poi dalle storie per bambini e ragazzi) punti di forza: Nadia Terranova racconta i sentimenti che stanno dentro le storie e infonde un’anima chiara e limpida ai personaggi. E questa è forse la cosa più bella, più emozionante di questo romanzo, che si legge velocemente ma che ti rimane incollato al cuore. Gli anni Settanta e Ottanta vengono raccontati bene: ci sono dentro la lotta armata, la politica, la droga, le comunità di recupero,  l’AIDS, temi già affrontati in tanta letteratura e tanto cinema. Continua a leggere

Bentornato Ian!

Ian McEwan, La ballata di Adam Henry, Einaudi *Supercoralli* (2014), 208 pagine, 20 euro.
Traduzione di Susanna Basso

mcewanQuando uno scrittore ti abitua al meglio, è difficile per lui mantenere alto lo standard. Dopo romanzi come Cortesie per gli ospiti Bambini nel tempo è difficile tenere alto il livello, metterlo alla pari, non deludere il lettore.
Il mio rapporto con McEwan è stato così: entusiasta dei primi romanzi, delusa e a volte (Chesil Beach per esempio) delusissima. Sembrava di leggere i romanzi di sue scrittori diversi, uno esperto e sapiente, l’altro non proprio alle prime armi, ma quantomeno svogliato.

Per questo non avevo preso in considerazione l’idea di leggere La ballata di Adam Henry. Avevo letto la trama così, per curiosità, e non mi è venuta assolutamente voglia. Come si fa, mi sono chiesta, a gestire un romanzo e acchiappare il lettore con la storia di un ragazzino quasi diciottenne, Testimone di Geova malato di leucemia e in fin di vita, che rifiuta la trasfusione che può salvarlo? Come è possibile andare avanti per duecento pagine e avvolgere il lettore in atmosfere amare e un intreccio avvincente? Il ragazzino – Adam Henry –  rifiuta la trasfusione, l’ospedale mette il caso in mano a un giudice – la quasi sessantenne Fiona – e la vicenda si conclude con una sentenza, le cui conseguenze si ripercuoteranno sul ragazzino.

Materiale per un racconto, una puntata di una serie TV, un documentario. E invece la materia diventa, nelle mani di McEwan, materiale malleabile e nucleo centrale da cui partire per modellare, sviluppare una storia. Più storie. Come accadeva di frequente nei film degli anni 90, si parte con l’inquadrare un mondo, una piccola cittadina inglese e si entra velocemente nelle comunità, nelle case, nelle coppie. Continua a leggere

Caos calmo… nove anni dopo

Sandro Veronesi, Terre rareBompiani *Narratori italiani* (2014), 407 pagine, 19 euro

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Sandro Veronesi non è ripartito da dove ci aveva lasciato con Caos Calmo. Ha incontrato di nuovo il suo Pietro Paladini dopo qualche anno e lo ha fatto di nuovo parlare in prima persona per raccontarci a che punto siamo.
Veronesi, nonostante abbia vinto lo Strega nel 2006, è veramente un narratore abile e competente. Riesce a prendere per mano il lettore e fargli accettare tutto, farlo andare avanti a grandi passi, con estrema fiducia.
Riesce, in questo romanzo e soprattutto nella prima parte, a far accettare a chi legge lunghi aneddoti che sembrano avere poco a che vedere con la trama; alterna dialoghi rapidissimi e fatti da botta e risposta piuttosto serrati e a volte stringati a descrizioni particolareggiate e lunghissime, spesso caratterizzate da una punteggiatura al limite, con poche virgole che scandiscono il discorso e punti sporadici.

Lo scrittore fa entrare, anzi, fa scivolare nella vita più vera, tocca ambienti diversi, località e città diverse e solo mentre si va avanti, al suo fianco, ci si accorge che forse le descrizioni particolareggiate che a volte si ha il desiderio di “saltare” servono proprio a far immergere completamente nel pezzetto di vita che Paladini sta percorrendo.
E in quello che sembra un soffio ci si ritrova catapultati da una piccola villetta coatta di Passoscuro, insieme a una ragazza di borgata, a uno studio legale con mobili di pregio e lusso in una Milano chic e ancora rampante. Continua a leggere