Prendetevi cura dei libri

lovebooksOk, sono tornata dalle vacanze maestrina dalla penna rossa e occhialetti che scivolano sul naso. Giuro che sarà il primo e l’ultimo post “amaro” su una questione di cui a molti non interessa granché, ma che per me è importante. Almeno un po’.

Mi dispiace molto constatare che in Italia ci siano grossi (che vuol dire poi questo “grossi”?) editori che a volte lasciano andare i loro “bambini” con i vestiti nuovi e firmati, ma con la camicia macchiata di cioccolato, il cappellino storto e le scarpe con le suole bucate.

Ho avuto ultimamente tra le mani un libro non brutto, con una trama comunque, nonostante ingenuità e ripetizioni, un minimo studiata, belle immagini e un messaggio chiaro che l’autore ha voluto condividere.

Peccato che fosse pieno di macchie. Tanti refusi, il primo entro le prime venti pagine: non uno scambio di lettere all’interno di una parola, proprio un termine errato. Errore ripetuto più volte nel corso della lettura.
Tante, tantissime ripetizioni, stancanti, inutili, evitabili, sia concettuali che proprio parole ripetute anche due, tre volte in due righe. Continua a leggere

Ricomincio da un libro che non mi è piaciuto…

Sono stata tanto tempo lontana dal blog. Traslochi, lavoro, poco tempo a disposizione, tanti libri letti, tanti libri impacchettati e imprigionati negli scatoloni.
Mi hanno “passato” questo libro da cui riparto, che non mi è piaciuto. Ovviamente, come tutte, è un’opinione personale, che vi voglio lasciare. Fatene ciò che preferite. E se lo leggerete, ditemi la vostra, fatemi ricredere.

trevi_gioiaEmanuele Trevi, Il libro della gioia perpetua, Rizzoli (2010) *Scala italiani*, 368 pagine, euro 19,50 (edizione 2013 BUR, 11 euro)

Lo scrittore e critico Emanuele Trevi viene invitato per partecipare come relatore di una conferenza su un argomento altisonante in un piccolo paesino vicino Napoli. Arrivato a destinazione, scopre che l’incontro è stato cancellato, ma decide di non ripartire subito. Questa diventa l’occasione per incontrare una donna (la signora Mastellone) che sarà un’amica importante e gli darà un libro fotocopiato, scritto da una bambina di otto anni, il Libro di Clara e Riki (che rappresenta la “chicca” finale del libro: fogli di quaderno con il Libro scritto a mano e disegnato da Chiara Gamberale). Dal libro partirà tutta la narrazione e il suo rapporto con personaggi reali e di fantasia, oltre che il rapporto con se stesso e il suo lavoro.

Trevi scrive bene. Sceglie i termini da utilizzare, incrociare, affiancare in maniera ponderata (lo si intuisce dalla perfetta costruzione della prosa), ha una dote naturale per metafore e similitudini (una fra le prime, quella sulla menzogna, è veramente notevole), tiene perfettamente il ritmo per tutta la narrazione. Nonostante il mestiere, l’idea di base (il Libro avuto in dono, da cui si dipartono una serie di considerazioni e relazioni) non troppo originale ma ben portata, non sono riuscita ad appassionarmi al libro. Sono stata presa e lasciata una quantità innumerevole di volte; quando pensavo di essere dentro la storia, perfettamente in carreggiata, uno scossone mi mandava fuori strada e mi faceva perdere attenzione.

E di scossoni in questo libro (non lo chiamerei nemmeno romanzo) ce ne sono tanti. Continua a leggere

Altro che omeopatia! Curatevi con i libri

Ella Berthoud, Susan Elderkin, Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno, (a cura di Fabio Stassi), Sellerio *Il contesto* (2013), 637 pagine, 18 euro

influenza_vignetta_NUna mia splendida amica (perché solo le amiche splendide azzeccano i libri che ti piacciono) mi ha regalato un volume di Sellerio che mi ha molto incuriosito. Fondamentalmente è un libro di recensioni, o meglio, consigli spassionati di lettura. E fin qui, nulla di nuovo. Anche Nick Hornby, per citarne uno fra i tanti, lo ha fatto.
La cosa veramente sorprendente è che è una sorta di enciclopedia medica in cui i malanni siano malanni del corpo e dello spirito e in cui le medicine siano… i libri!
Per ogni stato mentale, fisico e sociale “difficile” ci sono uno o più libri che ne costituiscono la “cura” ideale. Ogni libro ha il suo lettore ideale, quello che sicuramente, per come sta messo, ne trarrà beneficio. Tutti quindi possono trarre beneficio dai libri; ci sarà sempre un libro da leggere, qualunque disagio, esigenza o desiderio di lettura si abbia.
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Libri e pizzini

pizzinoLa nostra è l’epoca dei pizzini. Anche a scuola, quando passi sotto il banco il “foglietto” dell’epoca mia ormai passi un “pizzino”. Di pizzini ce ne sono tanti, brutti, bruttissimi (quelli di mafia, da cui tutto è partito), squallidi (quelli scambiati e pubblicati a tradimento su web), e gli intramontabili “pizzini” d’amore dei cioccolatini.
Luana Cau, studentessa di Giurisprudenza di ventitre anni, ha ribaltato il significato originario del pizzino e ne ha dato un senso direi poetico. La sua iniziativa, idea, parte da Facebook e dalla campagna Chi lascia un bigliettino lascia un tesoro: tutti in libreria a lasciare messaggi, citazioni, consigli, poesie in formato pizzino dentro un libro.
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La voce leggera della crisi: Silvia Noli, Adelante

Silvia Noli, Adelante, Fazi editore *le meraviglie* (2014), 272 pagine, 13 euro

Save the date (come dicono i PR fighi per ricordarti di segnare una data importante): 20 febbraio 2014. Esce in libreria il primo romanzo (speriamo primo di una lunga serie) di Silvia Noli, autrice genovese “battezzata” da Riccardo Gazzaniga (che me l’ha vivamente consigliata – e per questo lo ringrazio).

1355Il suo romanzo ha un titolo spagnolo, che meglio di qualunque parola italiana rende l’idea dello spirito: Adelante, datti una mossa, non aspettare che le cose accadano ma vai a cercarle, conquistale, anche se non incarnano nemmeno lontanamente i tuoi sogni più ottimistici. Prendi ciò che trovi e prima o poi anche tu avrai la “tua” occasione. Questo è lo spirito del romanzo e la filosofia di vita della protagonista, ragazza di belle speranze, con un buon bagaglio culturale e un’intelligenza vivace.

Lei è una ragazza come tante, mediamente sfortunata in amore, precaria nel lavoro e negli affetti, sempre in cerca di una sistemazione, di una casa, di una sua dimensione. E fin qui sembra la protagonista generica media – trentenne in crisi esistenziale cosmica che vomita addosso al lettore astio e insoddisfazione – di tanti romanzi degli ultimi infausti tempi. Invece no. Silvia Noli stupirà tutti quelli che storcono il naso già dalla quarta di copertina, al solo leggere “trentenne”, “crisi”, “precario”.
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