Nadia Terranova, Ofra Amit – Bruno. Il bambino che imparò a volare

Orecchio Acerbo (2012), 40 pagine, illustrato, 16 euro

La letteratura, a differenza della televisione, può permettersi di intrattenere e di “educare”, dove per educare si intenda incuriosire e spingere ad approfondire, a conoscere.
Nadia Terranova e Ofra Amit hanno scelto per il loro primo libro insieme un tema importante e storicamente pregno di significato (la persecuzione degli ebrei) e una forma immediata, diretta (la storia illustrata, graphic novel).
Si sono rivolte a un pubblico vastissimo, che come si è visto durante il loro tour in giro per l’Italia, va dai bimbi piccoli, affascinati dai disegni e dalla storia di un bimbo come loro, agli adulti, che a bocca aperta osservano le illustrazioni e ascoltano la gestazione del libro, la passione di Nadia per Bruno Schulz, la storia di quest’uomo il cui corpo è svanito nel nulla e non è mai più stato ritrovato. Come a voler testimoniare che la morte non può essere sconfitta, ma che il sogno, il ricordo, aiuta a tenere vive le persone.
Vivo, più vivo che mai è Bruno, verso cui Nadia (la scrittrice) ha una passione antica (per quanto i suoi trent’anni e spicci possano connotarla come antica). Rimane affascinata che è ancora una bambina dai racconti di Bruno Schulz, dalla sua sensibilità, dal suo mondo. E decide di ripescare nei ricordi, nelle emozioni per raccontare a noi, con Ofra Amit e con l’immaginifica potenza delle illustrazioni d’autore, chi era Bruno Schulz in un piccolo frammento della sua vita. Continua a leggere

Autrici varie* – Il cavedio

Fernandel (2011), 128 pagine, 12 euro

*Le autrici: Nadia Terranova, Francesca Bonafini, Mascia Di Marco, Patrizia Rinaldi

Tre donne, tre storie, tre passioni, tre stili e tre linguaggi. E un uomo. Morto, che le ha lasciate tutte in qualche modo vedove. Di fatto. Di sentimenti. Di ricordi.

Quattro autrici (Nadia Terranova, Francesca Bonafini, Mascia Di Marco e Patrizia Rinaldi; l’idea del romanzo è proprio di Patrizia) si misurano ognuna con un monologo in cui confessano all’uomo che hanno amato e che in qualche modo le ha tradite tutte con cinismo e altezzosità, nell’amore e nei principi, il loro punto di vista su di lui e sulla vita che forse lui stesso non ha avuto mai l’umiltà di ascoltare.

Se vi state chiedendo cosa sia un cavedio, guardate bene la foto della copertina del libro e immaginate uno di quei punti luce, piccoli cortili entro cui rimbombano i rumori, le parole, a volte i pensieri dei palazzi.
E questo romanzo è una voce unica che rimbomba in questo cavedio, creando assonanze e distorsioni, nelle storie, nei punti di vista.

Nella vita di Patrizio Zefi – che nel romanzo ha la voce di Patrizia Rinaldi – ci sono state ben più delle tre donne “narranti”: Delle femmine ho avuto quello che ho voluto, quello che mi serviva e pure il lusso del soverchio che non guasta. Sciupafemmine cinico e opportunista, che fa del suo piacere l’unica ragione di vita, nonostante tutto non rimane solo sul letto di morte e viene idealmente circondato da Floriana Terrasanta (moglie siciliana che ha scelto perché era la più sfigata del paese, all’apparenza), Marta Benvenuti, scrittrice e sposata ed Elisa Franzin, giovane attrice da sfoggiare. Continua a leggere

Patrizia Rinaldi e Nadia Terranova – Caro diario ti scrivo

Sonda *Ragazze come te* (2011), 196 pagine, euro 10,36

Prima regola da seguire davanti al diario segreto di una dodicenne: non aprirlo. Mai. Non sbirciare, non chiedere all’autrice cosa ha scritto, non toccarlo.
Il diario scritto e curato da Nadia Terranova e Patrizia Rinaldi invece va assolutamente aperto. Perché è divertente, è interessante, è curioso ed è il frutto di un progetto ben strutturato e ben costruito. Rivolto alle ragazzine, ma piacevole da leggere anche per le più grandi, dà voce (attraverso le autrici) a sei donne diventate scrittrici famose in età adulta. Patrizia e Nadia tornano dodicenni e vestono i panni rispettivamente di Matilde Serao, Anna Maria Ortese e Silvina Ocampo e Beatrix Potter, Emily Dickinson e Jane Austen, interpretando quello che all’epoca doveva essere un grande talento in procinto di germogliare.

Ciò che probabilmente accomuna le confidenze delle bambine con lo spirito delle autrici del libro è l’urgenza di scrivere, la voglia di gridare al mondo la passione per la letteratura, la fame di carta stampata e le difficoltà, le “avventure” che questo amore chiama ad affrontare, oggi come duecento anni fa.
Ottima prova di stile (oltre che di passione) per le due scrittrici che si calano perfettamente in quello che è stato lo spirito, la vita vissuta delle autrici di cui “inventano” i diari, cambiando completamente registro ogni volta: curioso il diario senza virgole di Emily Dickinson, emozionante perfino quando la piccola scopre (attraverso Nadia) che nella poesia non ci sono virgole non ci sono le virgole! Nella poesia le regole delle virgole non sono importanti la poesia può essere il mio regno; forte la spinta letteraria che domina Patrizia quando si cala nel mondo fantastico della irriverente Silvina Ocampo; al caro e insulso diario lei dice: Ti scriverò, d’accordo, hai vinto. A un patto: la penna diventerà encantada solo con la lingua madre, la donna di Spagna.

Sono diari che permettono – soprattutto a un pubblico più giovane – di avere un approccio soft con la letteratura e magari interessarsi ad autrici che non vengono lette di norma a scuola.
La scelta delle scrittrici rivela anche una sensibilità spiccata da parte delle autrici della raccolta, che hanno militato e militano fra i banchi delle scuole di fronte a bambini e ragazzi, carpendone le esigenze di lettura e parlando la loro lingua (che, permettetemi di dirlo, a 12 anni non può – ancora – essere quella di Ignazio Silone o di Carlo Cassola che ancora sono “invitati” a leggere durante le vacanze estive).

Alle pagine di diario delle scrittrici, segue una storia biografica, una scheda con curiosità, aneddoti e strumenti utili alle piccole lettrici (nella scheda di Beatrix Potter, per esempio, un rimando al sito da cui scaricare disegni da colorare) e “ho inventato il diario perché”, trait d’union conclusivo e chiusura del cerchio di ogni diario. Al lettore scegliere se iniziare – come suggerito dalle curatrici-autrici – sbirciando il diario e, solo dopo, conoscere e riconoscere la scrittrice oppure leggere prima la sua nota biografica e poi infilarsi in un suo attimo di vita così intimo e personale.

Le autrici di questa raccolta regalano completamente il loro mestiere alle scrittrici, svelandosi solo alla fine, con una loro personalissima pagina di diario pescata nei ricordi di dodicenni;  salutano così idealmente il lettore che, talmente preso dalla bella lettura, a volte dimentica che Beatrix, Anna Maria e le altre in realtà non hanno mai scritto queste pagine.

Dopo l’antologia Scrittori in cucina (di cui trovate la recensione qui), un’altra bella idea di Nadia Terranova.
Questo è il sito della casa editrice Sonda.