I rimedi libreschi di Giulia Fiore Coltellacci: I libri che ci aiutano a vivere felici (Newton Compton)

Me la ricordo bene l’estate del 1992, quando stavo perdendo una delle persone a me più care. Mi ricordo bene che tornavo a casa dall’ospedale e il primo pensiero per cercare di allontanarmi da una realtà che non mi piaceva affatto era prendere il libro e buttarmi sul lettone di mamma e papà. Il libro era un tomone di mille pagine, It del “re” di cui poi avrei letto quasi tutto. Divorato in meno di una settimana, mi aiutava a non pensare, a buttarmi in altro da quello che stavo vivendo.
La prima delusione d’amore l’ho scacciata con I ponti di Madison County, forse il libro meno adatto in quel momento, ma antidoto che mi faceva pensare che innamorarsi per tutta la vita fosse possibile.

ILibriCheCiAiutanoAVivereFeliciL’incontro (dal vivo, per caso, che ha illuminato una grigia mattina di lavoro) con Giulia e con il suo libro è stato un cerchio che si chiude (e mille altri che se ne aprono). Giulia Fiore Coltellacci in I libri che ci aiutano a vivere felici fa tante cose che a me piacciono molto, in particolare tre:
1. consiglia, in maniera naturale e dettata da una passione vera, profonda che si percepisce chiaramente, tanti, tantissimi libri da leggere o rileggere; ne dà una lettura – un racconto direi, da brava scrittrice quale è – personale, interessante, intelligente e… originale. Ogni libro cura una malattia, uno stato d’animo non proprio gioioso, un disagio, un momento di tristezza o una domenica di pioggia.
Come una vera medicina, con tanto di indicazioni e bugiardino, consigli d’uso e precauzioni, viene proposto come toccasana in tante situazioni.

2. l’autrice non fa sfoggio della sua grande conoscenza letteraria e della sua capacità di scrivere, che invece mette al servizio del lettore, cercando (con successo) di affascinarlo e di parlare con lui come in un salotto di casa più che in un “salotto letterario”.

3. se sempre più “addetti ai lavori” rendessero più leggere le “chiacchiere” sui libri, inventassero modi diversi per farlo come fa Giulia, e ne parlassero con professionalità e onestà prima di tutto, ma anche con gioia, amore, piacere vero nel rifugiarsi in un buon romanzo/saggio/antologia sicuramente si leggerebbe di più, e meglio.

Questo libro di Giulia Fiore Coltellacci (che tra l’altro ha anche una bella copertina) potrebbe essere il consigliere da comodino ideale quando chiudiamo un libro e abbiamo bisogno subito di iniziarne un altro, tenendo conto, come spesso accade, anche del “momento” in cui un libro andrebbe letto, dello stato d’animo, della situazione che stiamo vivendo. Tutti elementi di cui questo volume tiene conto; come ne tengono conto tutti i lettori, che potranno trovare un validissimo alleato; anzi, in Giulia, una validissima alleata.

Giulia ha pubblicato anche Rome sweet Rome. Roma è come un millefoglie (i dolci tipici romani e le più golose pasticcerie raccontate con uno stile che anche in questo caso invoglia) edito da Palombi e 365 giornate indimenticabili da vivere a Roma dell’editore Newton Compton, un racconto, appassionato e utile per rendere speciale ogni giorno in una città speciale guidati, anche in questo caso, dallo stato d’animo del momento.

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