Baby GUD addicted: iniziamo da Timothy top!

media-18284-w400-c39x55x8x0-q100Timothy Top verde cinghiale di Gud (Daniele Bonomo), edito da Tunué, la casa editrice di Latina che ha portato fumetti e graphic novel nelle librerie di tutti i lettori e non solo degli appassionati del genere, nasce come fumetto per bambini, ma è divertente e piacevole a tutte le età, soprattutto se letto con i bambini.
Leggo tantissimo con – e alla – mia bimba di cinque anni, ma mi sembrava strano riuscire a leggere un fumetto e coinvolgerla come con una narrazione classica.

E invece la storia l’ha subito appassionata. Timothy è uno di quei bambini un po’ sfigatelli, preso in giro dai compagni di classe, con una sorella minore che frigna sempre e i genitori che discutono tutto il tempo… potremmo identificarlo con il bambino medio. Come tutti i bambini (e i ragazzi) medi dei fumetti, Timothy presto scoprirà di avere un superpotere (la sua mano diventa verde e guarisce le piante) e una “guida” molto particolare, un cinghiale.
Come i suoi eroi dei cartoni, il Duo Invincibile, si mette in testa di salvare il (suo piccolo grande) mondo e si incaponisce contro un tizio (che ricorda un po’ Cattivissimo me) che vuole trasformare il parco di quartiere in una bella distesa di cemento e abbattere la quercia secolare.

Non virovino il finale; anche se il piacere sta nel viaggio – e quindi nella lettura – per arrivare al finale.
Questo fumetto è affettuosamente subdolo, assolutamente sorprendente: nasce per i bambini e i ragazzi, un adulto che lo legge pensa di star raccontando ai figli una storia a fumetti, ma piano piano si accorge che Gud parla (e chiaro) anche a lui. In questa storia infatti gli adulti vengono visti e rappresentati con tutte le loro potenzialità e le debolezze, i sogni e le speranze, anche i fallimenti, che (come diceva una bravissima psicologa) non devono essere, sempre con buon senso, nascosti ai bambini. I bambini (e gli adulti stessi, che a volte se ne dimenticano) devono sapere che a volte la vita porta a mettere da parte il gioco, l’allegria, la spensieratezza di una passeggiata al parco per dedicarsi a impegni e discussioni molto più noiose e sterili; devono capire che non tutti agiscono e pensano a favore di un bene comune che per i bambini è un concetto semplice. E devono capire che non tutto è perduto, che possono trovare la forza dentro di loro, possono anche loro cambiare le cose, iniziando dalla loro casa (dove un sorriso, un “Com’è andata oggi a scuola?”, un’attenzione verso i più piccoli) e finendo alla comunità di cui fanno parte.

Attenzione, non aspettatevi (già lo vedo che sollevate le sopracciglia) una predica, non pensate che Gud voglia fare la morale ai genitori, agli insegnanti, alla società; lui osserva, attraverso gli occhi di un bambino, la realtà e la racconta con le parole di quel bambino, quel Timothy che mia figlia ormai considera uno dei suoi personaggi preferiti insieme a Rapunzel, Elsa e Anna. Finalmente!

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