Dai social ai lettori, il primo romanzo di Bret Anthony Johnston

Ricordami cosìMi sono sempre chiesta come possa essere la vita di quelle famiglie sconvolte dalla scomparsa di un figlio. Un figlio che scappa di casa, che si allontana, che viene rapito o convinto ad andarsene. Ho immaginato sempre, nei miei incubi peggiori – o quando mia figlia al parco si allontanava un po’ troppo – l’angoscia, la disperazione di non sapere dove sia, cosa stia facendo, cosa le stiano facendo.

Bret Anthony Johnston nel suo romanzo Ricordami così (Einaudi Stile libero Big, tradotto da Federica Aceto) si spinge oltre e racconta con grande lucidità la scomparsa di un ragazzino di undici anni in un paese piccolissimo del Texas dal nome altamente simbolico ed evocativo (Corpus Christi); e racconta il suo ritorno a casa. Avvenimento felice, felicissimo, verrebbe da pensare. E invece il ritorno può essere, a volte, ancora più traumatico, per la famiglia, della perdita.

Johnston riesce a scavare nell’animo della famiglia Campbell rappresentando il dolore, l’incertezza, lo sgomento attraverso gesti semplici, quotidiani. Attraverso quei gesti che una persona che osserva dall’esterno una situazione simile magari non coglie. Laura, la madre, che indugia più a lungo nel lavare i piatti, come a voler lavare via il dispiacere o impegnarsi in un gesto meccanico pur di non pensare, o che odora il cuscino del figlio scomparso per cogliere, finché sia possibile, un attimo di vita. Il fratello che deve affrontare non solo la perdita, ma le chiacchiere che in un paese così piccolo risuonano perfino quando scivoli sullo skateboard, apparentemente senza pensieri. Il padre che si mette in macchina e guida per andare al lavoro e in realtà osserva, studia, cerca tracce e segnali.

La lettura procede veloce, spinta dall’ansia di andare avanti e osservare la famiglia sbirciando dalla finestra con le tende aperte, senza particolari note stilistiche (anche se i momenti da sottolineare con la matita morbida non mancano). Poi Johnston, quando meno te lo aspetti, ti sferra un colpo che all’improvviso ti fa tracciare il secondo filo, parallelo alla trama che segui avidamente, e che ha il capo proprio dove nasce il titolo. Quando il protagonista, il papà del bambino scomparso, che per buona parte del libro sembra procedere a capo chino e in una stoica attesa rassegnata chiede alla moglie (e ai lettori) semplicemente Ricordami così, allora a quel punto dagli spalti parte la ola. Il romanzo si riavvolge in velocità e ci si prende il tempo di lasciare per un attimo la trama e vedere la struttura. Struttura che si regge in buona parte sui personaggi e su come un evento traumatico esterno, partecipato da tutto il paese, possa scavare dentro di loro e cambiarli, dal punto di vista caratteriale e letterario.

Primo romanzo dopo un racconto lungo dell’autore, insegnante e direttore del reparto di scrittura creativa di Harvard, ha avuto la menzione del New York Times come uno dei migliori romanzi dell’anno e in Italia si è fatto strada grazie a un passaparola partito dai social (e in particolare da Luca Briasco, americanista, editor e traduttore e una delle colonne di Einaudi stile libero) seguita dai lettori, ancor prima che dagli stessi librai.

Qui i dettagli, la scheda e alcune opinioni sul libro

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