Roma secondo Gaja

Gaja Lombardi Cenciarelli, Roma (tutto maiuscolo come sulle vecchie targhe), 20090 *Miyagawa* (2015), 150 pagine, 9 euro

In attesa di leggere il suo nuovo Pensiero stupendo siamo stati a… Roma.

romaRoma. Il Colosseo, le monetine gettate dando le spalle alla fontana di Trevi, la metro che non funziona, i parcheggi che non si trovano, il caos, il Papa, i rom, Mafia capitale.
Di questa bella e imponente metropoli abbiamo dimenticato la romanità, sembra che sia tutta a misura (o meno) di turisti e lavoratori fuori sede.

Un consiglio allora è d’obbligo: prendete questo libro, tenetelo in borsa, in tasca (il formato è perfetto), in mano e mentre siete in mezzo al caos e state per maledire il giorno che vi siete trasferiti a Roma, aprite una pagina a caso e godetevi il vociare del bar, quello sotto casa, quello dove conoscono le vostre abitudini e dove c’è pure un “barista piacione”, i profumi forti che si sentono ancora in quei (pochi) Negozi di Alimentari dove la proprietaria è una specie di archivio storico (e gossipparo) del circondario.

Se ascoltate bene, sentirete la lingua delle origini, dei romani veraci e non dei romanacci, una lingua che farebbe (fa) sentire a casa anche una siciliana: aperta, disponibile a farsi comprendere, duttile nel declinare, in poche battute, situazioni, stati d’animo, tradizioni culturali.
Una lingua che, insieme con atmosfere, storie, tipicità, Gaja Cenciarelli governa benissimo: non stanca, non crea macchiette come fanno tanti ormai. Basta leggere e ascoltare per appropriarsi di accenti, vocali strascicate, espressioni ma anche volti, persone prima che personaggi, loro stessi voce della città.

Un racconto in due tempi, con due diverse chiavi di lettura della città (la rassegnazione di chi è costretto a piegarsi a un mondo che avanza troppo velocemente e senza controllo e la caparbietà, tipicamente romana, di chi non accetta un rifiuto e sornione cerca approvazione) con un intervallo di quelli che non servono per andare al bagno o sgranocchiare pop corn: riassunti prime stesure di romanzi, canzoni, film sono divertentissimi intermezzi da leggere con il sorriso stampato in faccia.

Roma è figlio di Facebook, di status scritti per divertimento che hanno scatenato la curiosità dei fan di Gaja Cenciarelli (“Oh, troppo figo, dovresti farci un libro!”) e sono stati accontentati.

Con questa pubblicazione, e chi la segue sui social lo sa, Gaja Cenciarelli ha dimostrato di essere versatile, conoscere bene la città, che percorre a piedi in maniera quasi maniacale, e di avere una veracità anche stilistica che pochi hanno.

(Leggi anche: Sangue del suo sangue)

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