Coeva: sperimentazioni contemporanee

Verdiani, Carlucci, Corbi, Capecchi – Coeva
Bastogi Editrice Italiana *Il canapo* (2010), 140 pagine, 10 euro

Coeva non è solo un romanzo contemporaneo, come lo definisce Maurizio Verdiani (uno degli autori che frailibri ha intervistato in un caldo pomeriggio di giugno in un bar del centro di Roma). Coeva è un progetto molto ambizioso, anzi pretenzioso, qualcosa che secondo i critici o il pubblico non avremmo neanche il diritto di provare a realizzare, per citare Verdiani e il manifesto del gruppo The Coevas, formato da Maurizio Verdiani (in ogni gruppo c’è bisogno di un leader), Maria Pia Carlucci e Fiorella Corbi. Per questo romanzo, hanno collaborato con Stefano Capecchi.

Non chiamatela scrittura collettiva perché non lo è. Il romanzo Coeva è una unione di forme espressive e artistiche, suggestioni personali, esperienze che ognuno degli autori porta con sé e riversa nella scrittura. Come gli strumenti di una orchestra, ognuno scrive le sue note su un suo spartito e solo dopo che ognuno ha creato si procede con l’arrangiamento, si trova la chiave per comporre una melodia.

L’impressione che si ha leggendo il romanzo è di grande coordinazione, studio e musicalità. La scelta stilistica è ciò su cui più di tutto puntano gli autori. Una reazione contro la paraletteratura che conduce il gregge al pascolo (come dal loro Manifesto). Maurizio ci dice che il linguaggio comune e corrente è stato praticamente tradotto in termini aulici, ormai diventati desueti e che potrebbe servire il vocabolario per leggere il romanzo.
L’importante è che il lettore si soffermi, lasci scorrere lentamente la lettura, cogiti e non subisca passivamente lo stimolo che viene dall’opera. Anche questo rientra nel loro Manifesto, nelle loro intenzioni artistiche (rispettate poi nella stesura del romanzo).

Beh, con queste premesse il lettore potrebbe spaventarsi all’idea di affrontare una lettura così impegnativa. E invece, come ci racconta Maurizio, ai numerosi “firma copie” nelle librerie più importanti di Roma il pubblico è vasto ed eterogeneo. Il target del romanzo è senza dubbio un lettore attento e curioso, aperto al nuovo e al non convenzionale.
Coeva è un romanzo che può essere letto a più livelli:
– lasciandosi affascinare dal suono della prosa ricercata e melodica
– ritrovando o scoprendo una lingua italiana che non ascoltiamo di solito e che invece ha termini, locuzioni, costruzioni semantiche uniche
– godendo dei dialoghi ritmati e palleggiati fra i personaggi come se si assistesse a una messinscena contemporanea
– seguendo la trama articolata, scandita da dialoghi teatrali
Due personaggi principali, Kama e Vèlle, e il loro incontro fra antagonisti fantastici dai nomi altamente simbolici e pregnanti – guidati da un topo saggio, Strauss, “direttore d’orchestra” che fa “suonare” il gruppo; Assemblea, Vox Populi  e altri da scoprire – e le loro avventure in un rocambolesco circo, nel senso più puro e atavico del termine. Una vita intera che scorre pulsando, fra passioni, sentimenti, sesso e amore, alla ricerca di un dono e anche di se stessi.

Coeva rappresenta, come ci tiene a sottolineare Maurizio, un’opera artistica. Sarebbe riduttivo etichettarlo semplicemente come romanzo. Gli influssi delle esperienze professionali di ognuno degli autori – Maria Pia Carlucci è attrice affermata e affascinante, oltre che insegnante; Maurizio Verdiani è un artista poliedrico, pittore, digital artist, musicista, Fiorella Corbi scrive poesie, ama il canto, la lirica, il teatro, la pittura e la letteratura fantasy; Stefano Capecchi è traduttore – contribuiscono ad arricchire la storia e il linguaggio, la forma espressiva e l’immagine.
Canovaccio ideale per una rappresentazione artistica che coinvolga tutti i sensi dello spettatore, Coeva è un’esperienza sensoriale, stimolante, che abbraccia tutte le arti, che prendono in prestito una dall’altra il concetto creativo, si scambiano i linguaggi, contribuiscono a creare un’opera completa e rappresentabile in poliedriche forme.

I Coeva (o The Coevas) stanno lavorando a un nuovo progetto, ambizioso anch’esso, che sarà forse concluso in agosto. Un romanzo un po’ più “narrativo”, un’avventura (per citare Verdiani) che offrirà vari livelli di lettura e sarà quindi un po’ più alla portata del lettore, da quello medio a quello esperto. La protagonista questa volta sarà una donna, altro punto fondamentale della filosofia Coeva. Le artiste donne trovano sempre più difficoltà nell’affermarsi, ce ne sono pochissime e fanno fatica a emergere. Noi vogliamo con questo romanzo e con i nostri progetti puntare l’attenzione sull’artitsa coeva, la donna artista contemporanea.

Tanti progetti e tanto lavoro, collaborazione, sperimentazione e studio dietro I Coeva. Questo il loro sito, dove trovate biografie, manifesto, informazioni e altri riferimenti web.

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4 pensieri su “Coeva: sperimentazioni contemporanee

    • Anonimo ha detto:

      Un encomio alla giovane giornalista Francesca. Fresco e scorrevole, come un buon sorso d’acqua ai “nasoni” della nostra Roma, questo articolo.
      Grazie

      Maria Pia Carlucci

  1. francesca giannetto ha detto:

    Maria Pia, sei troppo buona! Ho scritto quello che penso… Grazie per il “giornalista” (sono solo una blogger lettrice 🙂 e “giovane” 🙂
    Spero di incontrarti presto, magari dalla nostra amica comune.

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