Francesco Piccolo – Momenti di trascurabile felicità

Francesco Piccolo – Momenti di trascurabile felicità
Einaudi *L’Arcipelago Einaudi” (2010), 134 pagine, euro 12,50

Ecco. Lo sapevo. Adesso penserò a Francesco Piccolo sempre, in tutti quei miei momenti di trascurabile felicità: quando sono in fila e vedo con stupore che chi aveva preso i numeri davanti al mio è andato via e si avvicina il mio turno; quando mi arriverà un sms a cui dovrò, per forza, rispondere “ok”; quando un amico mi porterà una bottiglia di vino e penserò al percorso che ha fatto, di mano in mano, di casa in casa, per arrivare nella mi credenza, pronta per essere portata a un altro amico; quando qualcuno, al tavolo del ristorante, guarderà con avidità il mio piatto di pasta alla carbonara e io penserò che visto che non ho affondato la forchetta nel suo piatto, lui non mi potrà dire: “Posso assaggiare?”; quando sarò nel bagno di una casa in cui non sono mai stata, magari durante una festa e curioserò – non so nemmeno perché – fra cassetti e scaffali.

Sono quadri, piccole rappresentazioni di attimi che tutti almeno una volta abbiamo vissuto e che magari non abbiamo ritenuto opportuno scrivere, annotare, ricordare. A quello ci pensa Piccolo, sempre attento ai tic, alle abitudini, alle manie dell’uomo comune; tanti piccoli episodi in cui ci riconosciamo e leggendoli lì, nero su bianco, diciamo: “Oddio, è vero!”

Momenti lunghi tre righe e piccole storie di quotidiana straordinarietà in questo libro. Le storie più brevi sono flash che illuminano una memoria comune e condivisa; i racconti più lunghi sono occhi puntati su una parte di intimità che Piccolo vuole condividere con il suo lettore.
Lui che si trova a condividere una Roma deserta di agosto con una ragazza sconosciuta, in un susseguirsi poetico di incontri, passeggiate, serate; magari anche noi, oltre che leggerli, li abbiamo incrociati in una afosa serata cittadina.
Una spiaggia affollata di Maccarese diventa, all’occhio di un osservatore attento come lui, occasione per entrare nei pensieri di una bella ragazza “braccata” dai fusti di turno, magari con fidanzate e mogli a casa, e creare un divertente quadro estivo.

L’acqua quando hai sete, il letto quando hai sonno. Non c’è frase più ovvia di questa. Ma a rileggerla suona lirica, dolce, poetica e sembra quasi una rivelazione, una cosa che abbiamo dentro da sempre e che non eravamo mai riusciti a formulare in modo così incisivo, fino a quando qualcun altro ce li ha letti dentro e li ha messi nero su bianco. Ecco, questi sono i momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo. E nostri.

Se vi è piaciuto questo libro, leggete anche:
Philippe Delerm, La prima sorsata di birra. E altri piccoli piaceri della vita, edito da Frassinelli
Peter Bichsel, Questo mondo di plastica, edito da Marcos y Marcos

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5 pensieri su “Francesco Piccolo – Momenti di trascurabile felicità

  1. francesca giannetto ha detto:

    grazie moniq, sei sempre stupenda. Sai che però è vero, dopo aver letto questo libro ci pensi sul serio e sorridi, come se Piccolo li sottolineasse nel momento preciso in cui realizzi 🙂

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