Saziamoci di storie

Scrittori in cucina – a cura di Nadia Terranova e Francesca Bonafini
Jar edizioni *The Bell of Jar* (2010), 144 pagine, 12 euro

Tutti i libri di cucina che si rispettino, da Artusi a Jamie Olivier, seguono lo schema ingredienti-preparazione-cottura. I libri di cucina che ci divertono aggiungono un pizzico di sapore in più con storie e racconti, saziando il palato e stuzzicando il piacere di leggere.
Scrittori in cucina è un ricettario regionale (venti ricette, una per ogni regione d’Italia) compilato da venti scrittori.
Tutte (o quasi tutte, quella degli strascicati e quella delle lasagne sono assai fantasiose) le ricette sono presentate nel modo più canonico che ci permette di: reperire gli ingredienti e predisporli per realizzare la ricetta; assemblare/impastare/mescolare/mantecare. Cuocere/lasciar riposare.
E intanto? Che fare mentre le vostre papille gustative esultano toccando gli struffoli campani, mentre il lesso friulano strabolle, o il pasticcio di maccheroni cuoce? Gli scrittori-cuochi coinvolti in questo divertente e arguto progetto di Nadia Terranova e Francesca Bonafini e realizzato dalla casa editrice Jar ci forniscono ricette (dall’antipasto al dolce, dalla tradizione del nord alla cucina del sud) e storie.

La cucina è cultura e queste storie “in cucina” raccontano di tradizioni, di grandi cucine antiche dove il pesto si fa ancora con i pinoli anche se costano cari (è l’accisa sul pesto), dove si prepara il sanguinaccio mentre si passa in eredità una veretta d’oro sottile della bisnonna e di cucine moderne, dove la cecina più tradizionale è preparata in maniera magistrale da una bella ragazza russa e dove, fra il profumo di fave e cicoria si sente la malinconia di chi non c’è più e si accoglie chi torna da lontano, anche solo per poco.

Scrittori in cucina è anche una fotografia culinaria dell’italia di oggi, multietnica e colorata, dove un ragazzo con la pelle ruvida color caffeina annacquata cerca di far capire alla ragazza cinese che ha accettato il suo invito a cena che è romano, siciliano, eritreo e pure un quarto bergamasco e dell’italia di ieri, quando a determinare i menu erano le stagioni, i raccolti, il lavoro dei campi… che se oggi vivi di ciò che coltivi sei considerato un eremita (come Ario).

Last but not least, permettetemi il campanilismo, un’Italia dove una messinese doc rinuncia alla classica abbuffata netalizia di piscistocco (che solo a Messina si scrive tutto attaccato) ‘a gghiotta che la nonna propone e coreograficamente impone nella sceneggiatura perfetta delle tipiche tavolate meridionali, cede alle lusinghe delle verdure e diventa vegetariana.

Delicati, divertenti, malinconici, leggeri, riflessivi, colorati, nostalgici, profumati, dolci e salati; c’è una storia per ogni palato, un menu di racconti – e ricette – da cinque cappelli!

Questo è il sito della casa editrice Jar.

Questo libro piacerà moltissimo alle mie amiche “broccole”; andatele a trovare qui.
Andate a trovare pure Nadia va’, che è anche una delle curatrici del libro, oltre che “missinisi”.

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3 pensieri su “Saziamoci di storie

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