A San Valentino Cupido ci lascia le penne

San Valentino dei fessi
80144edizioni, in uscita a fine gennaio

Quante volte abbiamo sentito, soprattutto da ragazzini, “San Valentino è la festa di ogni cretino, che crede di essere amato e invece è rimasto fregato”? Quanti 14 febbraio abbiamo passato con le amiche o con gli amici per non pensare a una delusione? E quante serate di San Valentino eravamo con un partner ma avremmo preferito essere da soli? Tante esperienze che possono, a cuore freddo, costituire materia per storie ironiche, dissacranti, divertenti, sorprendenti. Alcune di queste sono finite dentro il volume San Valentino dei fessi, in buona compagnia di cupidi punk, tossici, messaggeri d’amore con la pistola e uno splendido cupido-zombie (sono le illustrazioni di Kain Malcovich).

In Italia si scrive più di quanto si legge; ci sono aspiranti scrittori che farebbero meglio a bendarsi le mani; ma ci sono anche bravi scrittori che 80144 edizioni cerca di acchiappare. Fin dalle prime pubblicazioni (Toilet, raccolta a uscita periodica di racconti inediti) porta avanti un’azione di scouting chiamando a gran voce tutti quelli che hanno una storia nel cassetto e vogliono tirarla fuori. Questa volta hanno dato un tema preciso che è, appunto, la festa di San Valentino.

Troviamo tante belle “penne”, alcune delle quali avevano già “sbeffeggiato” quello strunz di Babbo Natale (Babbo Natale è strunz, 80144 edizioni, 2010, 232 pagine, 11 euro) e tornano a prendersi gioco della festa dell’amore o a dare la loro versione del romanticismo.
Il volume è un viaggio tra tutti i diversi tipi di amore, disamore, illusione, rivalsa e diversi stili di scrittura. Si apre con un racconto (di Nadia Terranova) fresco, leggero, che ci ricorda che a 16 anni San Valentino era una festa speciale come il Natale, ma a trenta e ics anni le cose cambiano, e parecchio. Alcuni personaggi raccontanti nel volume vi rimarranno impressi in mente (pensiamo al parrucchiere Raphaèl del racconto di Patrizia Rinaldi, che potrebbe rubare la scena al miglior personaggio di Almodovar); con altri entrerete in una sorta di psico-simbiosi, desiderando di prendere a pugni il vostro antagonista (nel racconto di Chiara Apicella); seguirete un quiz televisivo e una trasmissione radiofonica su carta, ridendo come matti (Ferdinando Esposito e Raffaella R. Ferré). Non mancano i gialli, quelli che vi sorprenderanno perché non è mai tutto come sembra; i tradimenti, i divertissement, gli amori finiti – ma non per entrambi (Euro Carello). L’amore non solo di coppia, quello estremo di un figlio per la madre in una storia struggente, una sorta di favola nera dei nostri tempi (Filippo Kalomenìdis). E il romanticismo dove lo mettiamo? Quello amaro, che ti fa sentire il sale della malinconia sulle labbra? Per quello c’è La settima lacrima di Stof.
Un piccolo gioiello fra tante pietre preziose è il racconto di Nicola Ingenito. Delicato, originale, intenso, da gustare piano e lasciare che si attacchi addosso.

Sparsi per il volume troverete i codici QR da “fotografare” con il vostro telefonino e Smart Phone; accederete a “incontri” in video con gli autori dei racconti e a contenuti speciali. Buon divertimento!

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