Giuseppe Grispello – Black Partenope

Massa Editore (2003), 102 pagine, 8 euro

Un progetto ambizioso “Black Partenope”. Una storia noir raccontata su vari piani e ambientata in una Napoli che fa storia a sé. Protagonista quanto Gaetano, Filomena, Don Luigi, l’ispettore Semola, i poliziotti americani, i cinesi, Napoli apre e chiude il romanzo con i suoi profumi, il caldo che si fa afoso nei vicoli, i panni stesi ad asciugare, la frenesia del lotto clandestino.

Tutto ruota attorno a questa Black Partenope, entità misteriosa che rappresenta l’ambizione, il desiderio di ogni personaggio della storia. Che poi la tanto agognata Black Partenope sia un cavallo, una statua, una donna, non è elemento fondamentale per godere di una storia intricata e fatta di personaggi legati fra loro da un filo conduttore non sempre chiaro, ma che per questo dà dinamicità alla storia.

Una storia in cui si articolano, oltre alle trame, i rapporti fra alcuni degli attori principali, ancor più che i caratteri dei personaggi.
Di sapore romantico e decadente, il rapporto fra Gaetano e Don Luigi, personaggio oscuro e appartenente ad ambienti lontani dal lecito e legale, a cui il protagonista è legato da un passato condiviso più per comunione di “ambienti” che di intenti.
Rapporto di altro tipo e transfert relazionale imponente è il legame fra Gaetano e Filomena, elegante prostituta dei bassifondi, ella stessa rappresentazione carnale del ventre di Napoli.

Il ritmo è a volte molto veloce e distacca il lettore in maniera repentina da una situazione di suspance, dai quadretti ironici che l’autore crea divertito, dai dialoghi importanti, ma in generale la lettura è piacevole proprio per l’essenzialità e la linea diretta.
Il lettore che in questa rapidità d’azione dovesse perdere il filo, può contare sulla scelta stilistica (condivisibile o meno) dell’autore molto presente che suggerisce, facendo un passo indietro, i punti cruciali, gli snodi della trama.

L’incipit: Napoli. Estate.
Lo scirocco soffiava da tre giorni. Al largo, in alto mare, era forte e impetuoso, e gonfiava le onde grigie, mentre in città l’aria appariva immobile, e non si poteva nemmeno respirare tanto era calda e umida. Le donne del vicolo avevano sospirato nervose tutto il giorno, lanciando in giro degli sguardi obliqui e irrequieti, mentre i vestiti leggeri si attaccavano aderendo ai corpi umidi, e adesso, di notte, magari si rotolavano nei letti con i loro uomini, cercando di fare piano per non svegliare i bambini che si rigiravano sudati di là della tenda.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...