Yari Selvetella – Uccidere ancora

Newton Compton *Nuova narrativa Newton* (2009), 233 pagine, euro 12,90
selvetella_uccidereGianni Guido è libero, per il giudice ha finito di scontare la sua pena. Pena per aver massacrato, insieme con altri due mostri, ragazzini spocchiosi e cinici della Roma “bene” degli anni Settanta, massacrato a morte una ragazza e ridotto in fin di vita un’altra.
Sono loro – Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira – i protagonisti di uno dei fatti di cronaca più tristi della storia, il massacro del Circeo del 1975.
Guido, Izzo e Ghira sono anche gli antagonisti, uniti idealmente in un unico personaggio che racchiude la storia e le caratteristiche di tutti e tre, di Antonio Coletti, giovane cronista in cerca di scoop, protagonista del nuovo romanzo di Yari Selvetella.

Selvetella ci aveva abituato a un modo di trattare i fatti di cronaca avvolgente e interessante. Soprattutto in “Roma criminale”, scritto con Cristiano Armati e in “Banditi, criminali e fuorilegge di Roma” partiva dai fatti di cronaca nera (dai duelli di strada agli omicidi) per descrivere angoli bui della capitale e della società dell’ultimo secolo. La narrazione precisa, quasi giornalistica, frutto di studio e ricerca di documenti, veniva stemperata da una capacità descrittiva di luoghi, ambienti, persone che affascinano e rimangono impressi nella memoria.

In “Uccidere ancora” la cronaca è un fondale teatrale davanti a cui Selvetella fa muovere i suoi personaggi e ne governa le storie. Antonio cerca lo scoop che darà una svolta alla sua carriera; gli viene offerta un’opportunità rischiosa che non può rifiutare: infiltrarsi in una comunità e scovare il pericoloso latitante che forse si nasconde fra gli internati. Un uomo che ha ucciso, è sparito, si è nascosto per anni e adesso è capace di uccidere ancora (Ghira è stato latitante, Izzo è stato in galera e ha ucciso di nuovo, Guido ha appena finito di scontare la sua pena).
Fra piccole storie quotidiane e personaggi che ruotano attorno ad Antonio, testimoni di un sistema particolare di equilibri fra “guardie e ladri”,
un micromondo dove il confine è così sottile da creare ambiguità, confondere le certezze, indurre il giovane giornalista (e con lui i lettori) a proseguire in una ricerca continua di segni, indizi, anche i più piccoli. E questo rende avvincente il romanzo, nella curata edizione dai tagli di pagina rossi, della Newton Compton. Più che una soluzione di un giallo, appassiona seguirne lo sviluppo, la trama che Selvetella tesse magistralmente, in cui si muove sicuro e tranquillo, anche senza la “rete di protezione” della cronaca.

Aspettiamo il nuovo romanzo di Yari Selvetella, magari ne ha un altro pronto nel cassetto…

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