Shalom Auslander – Il lamento del prepuzio

Guanda *Narratori della Fenice” (2009), 267 pagine, euro 15,50 

auslander_lamento“Shalom” in lingua ebraica significa “pace” ed è il marchio che i genitori di Auslander hanno attaccato addosso al loro bambino, 8 giorni prima di fargli recidere il prepuzio, in modo che fosse chiara, quasi più che i segni della circoncisione, la sua appartenenza religiosa e culturale.
Ebrei ferventi e osservanti, ligi a ogni regola, precetto, tradizione, rituale che in questo romanzo vengono citati, descritti, spiegati fin nei dettagli, valutano abitudini e potenzialità del figlio in modo direttamente proporzionale alla sua devozione al Dio Supremo.
Dio che da “lassù … si sporge oltre l’orlo della sedia per guardare giù, gomiti sulle ginocchia, telecomando in mano, il pollice appoggiato leggermente su UCCIDERE” se durante lo Shabbat accendi la luce, se mangi un panino non kosher, se cedi ai tuoi istinti.

Il senso di colpa insito nella pratica di quasi tutte le religioni e per antonomasia nella religione ebraica è palpabile e leggibile. Shalom, fin da piccolo teme che Dio possa “rendergli pan per focaccia” per le marachelle che combina, crede di poter indirizzarne la sete di vendetta verso un padre forse troppo rigido; e adesso che è adulto e sta scrivendo un libro su di Lui e la moglie Orli aspetta un bambino, ha paura che a ogni parola sbagliata nei confronti dell’Altissimo il bambino possa subire atroci punizioni, addirittura morire.

L’ansia della morte improvvisa delle persone care, in situazioni tragiche lo ossessiona da sempre; come lo ossessiona il doversi controllare sempre, perennemente; lo ossessiona la famiglia che gli impone regole e proibizioni. E che gli ha fatto tagliare il prepuzio a soli otto giorni di vita. Prepuzio che paradossalmente in età adulta diventa simbolo stesso del suo essere ebreo, pur non riconoscendosi completamente nella religione ebraica: “Cominciavo a sentirmi anch’io un po’ come un prepuzio… Proprio come un prepuzio. Reciso dal mio passato, incerto sul mio futuro, insanguinato, pestato, buttato via. Mi chiesi se esistesse un posto dove i prepuzi possono andare, un posto in cui possono vivere insieme in pace, amati, voluti, una nazione di prepuzi, fatta dai prepuzi, per i prepuzi”.

Straniero fra la sua stessa gente, sfrutta questo contrasto per sviluppare il suo romanzo in una narrazione che oscilla tra il passato (il bambino desideroso di trasgressione), il presente (lo scrittore sposato, in attesa di un bambino), il futuro (il tramandare le tradizioni al figlio in maniera meno restrittiva di quanto abbiano fatto con lui).
Certo, se Shalom Auslander non fosse vissuto all’ombra di questo Dio che aspetta al varco un suo errore per riderne e punirlo, forse noi non avremmo avuto l’occasione di leggere un romanzo piacevole, divertente e mette in luce le tradizioni della religione ebraica in modo tutt’altro che manualistico, per quanto preciso.

C’è un po’ del sarcasmo e della dissacrante ironia di Woody Allen in Auslander; non puoi non trovarlo simpatico; e non puoi fare a meno di parlarne agli amici come se lo conoscessi, come se non vedessi l’ora di presentarlo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...