Don Winslow – L’inverno di Frankie Machine

Einaudi *Stile libero big* (2008), 320 pagine, 16 euro

winslow_frankiemachine1Frank Machianno ha sessant’anni e vive a San Diego. Lo si può incontrare nel suo negozio di esche, da dove gestisce anche la fornitura di tessili per alberghi.
Oppure vederlo mentre cavalca le onde sulla sua tavola da surf a quell’ora in cui i surfisti più scalmanati sono lontani dalle spiagge e i “Gentiluomini” possono godersi in pace il loro mondo fatto d’acqua.

Frank ha una ex moglie, una figlia e una nuova compagna che ama di un amore passionale e totalizzante, che lo fa sentire vivo e giovane.

Una vita apparentemente tranquilla e comune, con il problema di mantenere buoni rapporti con la ex moglie e poter mandare la figlia all’università; il lavoro, il surf, i pochi ma buoni amici. La caratteristica più fuori dall’ordinario di Frank, iniziando a leggere il romanzo, è senza dubbio che lui sia un “attempato” e affascinante surfista di San Diego.

Finché Mouse Junior lo cerca per chiedergli un favore molto particolare. Una richiesta che lo porta improvvisamente indietro di più di vent’anni, a una vita che aveva abbandonato e che gli si ripresenta davanti per chiedergli il conto. Fino all’ultimo centesimo.
Una vita in cui lui non era il mite Frank Machianno, ma Frankie Machine, “la macchina”; una macchina da guerra, sicario spietato, invincibile, quasi immortale, capace di far fuori 4 persone nel giro di 10 minuti senza riportare nemmeno una ferita.
Adesso si trova a fare i conti con un passato di omicidi e faide fra gruppi organizzati che lo usano come macchina da guerra; un passato di complotti, tradimenti, interessi in cui non aveva nulla da perdere e che invece adesso mette in gioco il frutto più grande della sua stessa vita.

Paradossalmente – perché nella vita fuori dai libri ciò non succederebbe mai – Frankie affascina chi ne segue passo passo le corse in auto, l’approvvigionamento di armi, le incursioni nei club dove al suo arrivo non può che scoppiare una carneficina.
Deciso, spietato, forte e cinico, non ha paura di fronte alla morte; è sicuro di sé, sa che dove c’è lui la possibilità per i rivali di spuntarla è pressoché nulla.

Frankie è un personaggio “grandissimo” in un romanzo che si regge sulla sua fortissima personalità e che si fa seguire per lo stile accattivante e il ritmo incalzante, che solo in alcuni punti diventa troppo diretto e didascalico, “tagliando” la suspence con soluzioni servite e non raccontate.

Aspettiamo il Robert De Niro-Frankie Machine di Michael Mann.

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