Walter Siti – Il contagio

Mondadori *Scrittori italiani e stranieri* (2008), 339 pagine, 18 euro

Uno di quei libri di cui senti parlare varie volte, vedi la foto dell’autore che ammicca dalle pagine di un giornale, ma che alla fine Daria Bignardi, dalle pagine di Vanity Fair, ti convince a comprare.
“Il contagio” di Walter Siti è un libro d’amore; amore verso la sua città, Roma, soprattutto nelle periferie che piano piano cambiano faccia e personaggi; e amore puro, quello fisico, carnale, che scorre come veleno nelle vite dei protagonisti.Libro corale, dove i personaggi si muovono tutti nelle borgate in palazzine fatiscenti, fra l’odore dei soldi, la puzza di spazzatura e il bagliore accecante della cocaina, presenta una realtà che ha cambiato la periferia romana. Una realtà fatta dai “borgatari” ormai arricchiti, che partecipano alle trasmissioni televisive, spesso coacervo di malaffare, che si nutrono di droga, furti, spacconerie e tradimento. Come un virus che si spande fra i piani dei palazzi, contagiando tutti gli abitanti e risparmiandone pochi, la cultura della droga, dell’apparire, dell’avere sempre anche più di quanto si desideri imprime un marchio forte a questo romanzo. Paragonato a “Gomorra”, ma forse più narrativo e meno documentaristico – nonostante le storie e i personaggi appartengano alla realtà. Forse una realtà che crea meno clamore di quella di Scampia e Secondigliano, ma che ci porta dentro meccanismi malati che stanno trasformando non solo le borgate, ma tutti noi.

Per capire veramente di cosa si parla quando Siti fa riferimento al “contagio” dobbiamo aspettare (e l’attesa è premiata da un pezzo di letteratura lirico, magistrale, d’effetto) fino al lungo monologo di Mauro, che innamorato del rude ma gentile Marcello, tanto da rinunciare perfino a se stesso, ci lascia senza parole. Il suo discorso scorre dentro come un fiume in piena, che man mano calma la sua furia e inizia ad avanzare lento, portandosi dietro i ricordi di una vita sottoforma di detriti e di pietruzze colorate. Una vita a cui l’amore ha dato tanto, ma ha tolto altrettanto; forse la dignità, forse la volontà.

Mauro, nella lunga “confessione” su questo “viaggio” nella cultura di borgata che ci regala senza risparmiare nemmeno un briciolo del suo cuore e del suo struggimento, dice:
Più che un inseguimento, è stato un contagio: sono tornato da una spedizione etnografica e i bacilli si sono incistati nel mio sangue. Ero predisposto, naturalmente, le mie difese immunitarie erano già bassissime, anzi forse è stato proprio per contagiarmi che sono partito; è ovvio che per me possedere Marcello aveva poco a che fare col dato biologico, concretamente fisico – era una rivelazione, un’apparizione di senso, che avevo bisogno di ripetere incessantemente perché quel senso mi consentiva di escludere l’intera piramide di significati che mi erano stati imposti da giovane. Ogni volta mi persuadevo che evadere fosse possibile, e ogni volta la prigione si richiudeva su di me. L’incontro con Marcello ha prodotto una lenta contrazione dei miei tentacoli culturali, che si atrofizzavano uno a uno per difetto di funzionalità: non volevo più conferenze, film, non studiavo più…” e l’unico desiderio, l’unica necessità, diventava possedere Marcello.

C’è molta amarezza fra le pagine di questo monologo, malinconia, rassegnazione. Gli stessi sentimenti che a volte si incontrano nelle donne, rassegnate a mariti che le sposano per convenzione e poi vanno a trans; le stesse suggestioni che vengono anche dalla metropoli, così piena, in continuo movimento, eppure immobile e arido “…il mondo a quell’ora è disordinato, intontito, e consente di fantasticare qualsiasi cosa – poi anche il mondo fa colazione, le sue spore si chiudono e la giornata torna a essere un deserto da attraversare”.

Nessuno si erga a giudice, tutti abbiamo i nostri piccoli o grandi virus contro cui forse abbiamo scelto di non combattere nemmeno più, come i personaggi di questo libro. In fondo, “Siamo tutti onesti a responsabilità limitata”.

Annunci

Un pensiero su “Walter Siti – Il contagio

  1. Flavia ha detto:

    MERCOLEDI’ 5 novembre ORE 18,30
    Cristiano Armati presenta “Cuori rossi” (Newton Compton) intervistato da Dario Morgante (“La compagna P38. Il romanzo delle brigate rosse”, Newton Compton.) Dalla strage di Portella della Ginestra alla repressione delle manifestazioni indette in occasione del G8 di Genova; fino alle recentissime aggressioni organizzate dai militanti dell’estrema destra a Roma e a Verona.

    libreria caffetteria Rinascita viale agosta 36, Roma
    http://www.rinascitaonline.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...