David Grossman – Che tu sia per me il coltello

Mondadori – *Oscar* (2000), 330 pagine, 8,80 euro

Fra i tvb e qlc nn va, risulta piacevolmente dissonante una lettera; un’epistola, scritta a mano, a macchina, a caratteri graziati o asciutti è un’esperienza insolita.
E ancora più insolito è un rapporto intenso, struggente, vero fatto solo ed esclusivamente di parole, che come coltelli scavano dentro i due interlocutori alla ricerca di una verità, di un cuore che pulsa, di uno spiraglio di speranza.

David Grossman scrive “Che tu sia per me il coltello” nel 1999, partendo da un espediente che potrebbe essere stato attuale nell’‘800 come può continuare ad esserlo nel 2020: lui vede lei per un attimo e rimane talmente affascinato dai suoi occhi, dai suoi gesti morbidi da scriverle una lettera. E da lì in poi tutto il loro rapporto sarà scandito da un lungo scambio epistolare di cui noi conosciamo direttamente, per tre quarti del libro, solo la parte di Yair e scopriamo attraverso di essa la risposta di Myriam.

Andando avanti, dopo alcuni mesi, le storie si fanno sempre più intense e private; da un gioco partito fra i due, un’attrazione, un desiderio di conoscenza, si va piano piano a scavare verso un desiderio di comunicazione, rivalsa, riscatto. I due protagonisti si legano sempre di più, scoprono i fianchi alla lama affilata delle parole.
Dallo svelamento di sé, l’illusione che esista un mondo sospeso nella dimensione della passione si va alla famiglia, ai figli, ai problemi quotidiani che pesano, oltre che sulle persone, sulle parole, sempre più stanche, sempre più aspre. Fino a prendere corpo, come era auspicato, come forse non avrebbe dovuto essere.

La persona che mi ha consigliato questo libro ha detto che chi avesse una relazione stabile e si fosse avvicinato a questo libro, ne avrebbe sicuramente risentito.

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2 pensieri su “David Grossman – Che tu sia per me il coltello

  1. NightNurse ha detto:

    non l’ho letto
    ma ricordo la frase scritta dietro
    “che tu sia per me il coltello con cui scavo dentro me stesso..”
    ..mi pare fosse così..
    lo leggerò fra un po’
    ora la mia pigna di libri da leggere nell’immediato futuro
    è troppo alta!!

  2. fra ha detto:

    veramente straniante. lo stile, il vortice della storia che piano piano sembra portarti giù con loro due. Un po’ ostico a tratti, se non sei perfettamente sereno mentre lo leggi ti perdi un po’. ma è un pezzo importante della letteratura; credo unico nel suo genere. epistolari ce ne sono tanti, questo ti scava dentro.

    uno che ti consiglio al volo invece è Il fondamentalista riluttante, soprattutto dopo Grossman. Nonostante il tema, lo stile è molto distensivo.

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