Zadie Smith – Denti bianchi

Mondadori *Piccola biblioteca Oscar* (2001), 552 pagine, euro 8,40

smith_denti.jpgSe un giorno vi trovaste a passeggiare per Willesden, quartiere alla periferia di Londra, non fermatevi solo ad osservare le vetrine dei negozi, le facciate dei palazzi, la gente attorno a voi; cercate di guardare dentro ogni casa, nelle salette dei pub, agli angoli delle strade.Vedrete un salone di parrucchiere, dove una ragazzina, Irie, farà di tutto per lisciare i suoi capelli dalla pettinatura afro.
Incrocerete una donna e un uomo che camminano trafelati con una copia di Watchtower in mano e intonano canti e litanie.
In un pub pieno di uomini, a un tavolo in disparte Archie e Samad, un inglese e un bengalese musulmano, discutono dei destini loro e delle loro famiglie. In una chiesa poco lontano da lì, Archie ha da poco sposato Clara Bowden, una ragazza senza denti conosciuta per caso a una festa. Anche il suo incontro con Samad Iqbal è stato fortuito e originale: su un carroarmato, alla fine della Seconda Guerra Mondiale; nessuno dei due però sapeva che la guerra fosse finita.

Intanto, per strada, un ragazzo, Millat, fa gruppo con i suoi amici e crede di poter cambiare il mondo partendo da Willesden, mentre suo fratello gemello Magid si trova chissà dove e soprattutto chissà perché.
Il perché lo sa bene Archie e lo sa Alsana, madre dei gemelli, che fra le mura di casa ordisce una originale protesta contro il marito Samad.

In una casa avvolta da un’aura di perfezione, un’altra famiglia, i Chalfen, si nasconde dietro un alone di perbenismo e identifica uno stile di vita unico e inconfondibile, come se fosse anche l’unico possibile, il “Chalfenismo”, nella più autoreferenziale delle definizioni. I Chalfen fanno i rivoluzionari a tutti i costi, cercano di plasmare la gente e il futuro del mondo intero con i loro discorsi, con le loro ossessioni, con la loro agghiacciante invenzione.

Questo libro d’esordio della scrittrice anglo giamaicana ha i colori dell’India, da dove viene uno dei protagonisti, l’umidità di Londra, l’odore dei fagioli serviti tassativamente senza carne all’O’Connel pub da Mickey, la patina delle famiglie “borghesi” più per convinzione che per nascita, il profumo acre della passione e della ribellione, gli squarci dei sentimenti estremi e degli estremismi che muovono la società dei nostri tempi.
L’autrice trova spazio per un’ironia sottile che fa sorridere anche nelle situazioni che appaiono a prima vista grottesche. Un umorismo che cattura lo spirito di culture che si trovano a condividere luoghi, spazi e la ricerca di appartenenza a una comunità più che a uno stato.

Dalle pagine di “Denti bianchi” non ci si aspettano messaggi, opinioni, conclusioni; si trova una storia che corre veloce, che appassiona, che si mostra davanti agli occhi come se si svolgesse tutta attorno al lettore, che se ne sente parte.

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4 pensieri su “Zadie Smith – Denti bianchi

  1. mich ha detto:

    Ciao,
    vi ho trovato cercando le recensioni del libro Denti Bianchi di Zadie Smith.
    Mi sapreste aiutare consigliandomi siti dove posso rintracciare il riassunto di questo libro?. O se magari conoscete qualcuno che potrebbe passarmelo. Sono in difficoltà!
    Grazie.

    ciao ciao!

  2. fra ha detto:

    oddio, non so chi possa fare riassunti dei libri di narrativa. Puoi trovare la trama in generale, ma il riassunto nel senso “scolastico” del termine credo che sia abbastanza complicato. Non hai il tempo di leggerlo? è un bel libro, ti piacerà… così unisci l’utile al dilettevole…

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