Charles Simmons – Acqua di mare

BUR – Biblioteca Universale Rizzoli (2007), 160 pagine, 8,40 euro

simmons_acqua.jpg“Lacrime e acqua di mare hanno lo stesso sapore”.
Le lacrime che scorrono in questo romanzo di Charles Simmons, scrittore americano nato nel 1924, sono quelle di Michael, ragazzino appena adolescente, che durante le vacanze estive e le lunghe e spensierate giornate, è costretto a crescere, a fare i conti con l’ambiguità, il cinismo, la passione oltre ogni limite.“Acqua di mare”, unico romanzo di Simmons tradotto in italiano (da Massimo Bocchiola) è ambientato in un’immaginaria isola nell’Oceano Atlantico, in un luogo indicato come Bone Point, negli anni ’60, e più precisamente nel 1963.
“Nell’estate del 1963 io mi innamorai e mio padre morì annegato”.
Non è il finale, come si potrebbe supporre, ma l’incipit, grande, maestoso, perfetto, che racconta in poche parole non solo la trama, ma l’essenza della poetica dello scrittore e della narrazione. È un romanzo equilibrato, asciutto, essenziale, piacevole. Un romanzo in cui, come dichiara Simmons nell’intervista che chiude il libro, “…la frase è l’unità di misura del senso, il paragrafo porta ritmo e cadenza”.
Simmons non indulge in figure retoriche che abbaglino il lettore, non utilizza descrizioni e divagazioni “a solo scopo decorativo”; racconta una storia d’amore adolescenziale – Michael si innamora di Zina, bella e affascinante, e lei gioca con lui il gioco ambiguo della seduzione – e una storia “d’amore” di un figlio per un padre con cui trascorrere il tempo, andare per mare sulla barca Angela, parlare da uomo a uomo, confidarsi, condividere una speciale complicità da cui tutti, anche la madre, sono esclusi.
Colpisce, della bella e curata edizione BUR, la copertina, una foto del 1958 di Herbert List: una ragazza ammicca oltre la spalla del suo accompagnatore.
Immaginiamo che sia Zina; mentre “gioca” con Michael o, come lo chiama lei, “Misha”, flirta con Peter, il padre di Michael.
Non proprio una storia di un triangolo amoroso, “Acqua di mare” è più un romanzo di formazione, in cui il protagonista adolescente è costretto a scontrarsi con una realtà dura, durissima, rappresentata non tanto da un amore corrisposto solo a metà, ma dalla ferita che più brucia, che più fa piangere: il tradimento subito da un padre che si allontana da lui per inseguire una giovinezza che si è lasciato alle spalle e che vuole rivivere a ogni costo. Pur di “prenderla in prestito” da un figlio sedicenne.

Libro consigliato da maccaroni, iniziato sul volo Roma-Catania poco prima di fine anno e finito in una stanza di un hotel nella piazza principale di San Gimignano, quella con la grande cisterna al centro.

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