Riso bianco – Alessandra Corsini

Valter Casini *NoEdi* (2005), 96 pagine, 15 euro

riso_bianco.jpg“INDIA. ALLE ORIGINI DEL KUNDALINI YOGA DAL 15 OTTOBRE AL PRIMO NOVEMBRE”.

Tutto ha inizio da una locandina appesa nella palestra che Francesca frequenta; un invito a partecipare a un viaggio molto particolare.
India, kundalini yoga… senza dubbio un viaggio spirituale, che porta alla conoscenza e alla pratica di una disciplina fino alla “prova” degli 84 gradini, esperienza fondamentale per il gruppo e avvincente per il lettore.

A questo punto ci si aspetterebbe la narrazione di una ricerca spirituale, di un percorso religioso e filosofico della mente e dello spirito, una storia esclusivamente fatta di riti, preghiere, penitenze, guru e visioni.
Il viaggio di Francesca, narrato da Alessandra Corsini, è anche questo. Sveglia alle quattro di mattina, yoga, preghiera, insegnamenti; ma è soprattutto un percorso umano, dove le passioni, i sentimenti “terreni”, la stanchezza, l’insofferenza, la tenerezza e l’amicizia sono sempre presenti.

“Ora del Japji, siamo sempre di meno. Sono distratta, seguo una mosca e mi perdo le parole e le mille spiegazioni. Copierò da Sandra”.

Un romanzo sincero, onesto, raccontato in prima persona da una donna che affronta un percorso spirituale e una scoperta. Scoperta di sé, delle persone che la accompagnano, di un popolo e di una terra, l’India.
La narrazione è costruita attraverso un “tessuto stilistico” che richiama i versi e poi si scioglie, intenso e piacevole, come un canto, come una preghiera. E come la preghiera, con poche parole ha il potere di scuotere l’anima.

La storia è quella del strong>viaggio, delle persone — ben presentate una per una in un lungo e colorato capitolo — della preparazione al rito degli 84 gradini, culmine della ricerca spirituale e dell’esperienza della comitiva. Il rito, in maniera diversa, scaverà un solco in ognuno, da chi ha “scalato” due gradini a chi, con immensa fatica, li ha percorsi tutti.

È un viaggio del corpo alla scoperta dell’anima; un viaggio fra preghiere e mercati di stoffe, fra comunione di spiriti in cerca e sentimenti “terreni”.
Si prega un dio a cui con diversi nomi si rivolgono — ci rivolgiamo — tutti e si segue, a volte con la stoica disciplina dei guru, a volte con fatica e stanchezza, l’ascesa fisica e simbolica verso l’84° gradino.

Molto interessante e avvincente il racconto del rito che prevede ogni volta, ogni gradino scalato, un’abluzione. Primo gradino, discesa, bagno; primo e secondo gradino, discesa, bagno; primo, secondo e terzo gradino, discesa, bagno; e via così fino in cima. Ottantaquattro gradini moltiplicati a livello esponenziale da percorrere con le lunghe e pesanti vesti bagnate e la stanchezza che per alcuni è esasperante; un rito a cui Alessandra Corsini in qualche modo, pur se dall’esterno, permette al lettore di partecipare, attraverso una resa molto fisica e palpabile delle emozioni e delle sensazioni o con le parole.

Finito il libro ci è chiara la “paura” di Francesca:
“Ho paura di tanta vita che mi cade addosso, del canto del cuore, che qualcuno possa sentirlo”
perché tutti lo abbiamo sentito.

libro iniziato a Siracusa, in un albergo della splendida Val di Noto e finito sull’Eurostar Reggio Calabria-Roma, stranamente puntuale.

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