Il Maleppeggio, storie di lavori

maleppeggioMaleppeggio; a sentirlo così fa pensare a qualcosa che peggio non può andare; e invece il maleppeggio è la martellina usata in edilizia soprattutto a Roma, con il manico di frassino e il pezzo principale in nichel, cromo e molibdeno.
Perché questa associazione di idee per una rivista mensile? Perché il maleppeggio, periodico patrocinato dall’assessorato al Lavoro, Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio e diretto da Lanfranco Caminiti, racconta di lavoro, di precariato, di persone che lavorano. E lo fa ogni mese attraverso la voce degli scrittori e l’obiettivo dei fotografi.
Gli scrittori incontrano le persone, i lavoratori, i precari; parlano, ascoltano, vivono un’esperienza diretta sui luoghi di lavoro; raccontano le loro storie nella forma della narrazione, dell’inchiesta, dell’informazione.
Un’informazione diversa, storie che probabilmente non si ha occasione di leggere spesso, di ascoltare o vedere.
Storie di precarietà sul lavoro, non solo dal punto di vista contrattuale; una precarietà che riguarda le condizioni in cui ci si trova a operare; le difficoltà di chi a quarant’anni si ritrova disoccupato e deve ricominciare da capo, le cosiddette “teste tagliate”; gli operai di Melfi e i lavoratori dell’ospedale Sant’Andrea; i ragazzi che con i camper distribuiscono siringhe e aiuto ai tossici di Roma; il VACMA, l’“uomo morto”, un congegno di sicurezza che affianca il primo macchinista dei treni.
Ci sono i luoghi di lavoro, i macelli, catene di montaggio della morte; gli outlet immobili dietro i cancelli, luoghi dove tutto sembra perfetto, un mondo nuovo che spalanca la bocca e fagocita chi compra e chi vende.Quello che più ci ha colpito de il maleppeggio è il tono narrativo degli autori; sono storie quelle che ci troviamo a leggere, come se le ascoltassimo dalla viva voce dei loro protagonisti, resa più forte dagli scrittori e accompagnata dagli istanti di vita, di lavoro, fermati dai fotografi. Le foto giocano un ruolo fondamentale; non sono una didascalia apposta alla storia; ne sono parte integrante, completamento neccessario.

Fermarsi ad ascoltare, conoscere e raccontare le esperienze apprese direttamente da chi le vive e non riportarle, come chi dall’alto di un palcoscenico, ne da’ (o non ne da’) notizia guardando in basso senza mai scendere. Questo ci sembra il punto di forza della rivista, di cui è stato da poco distribuito il secondo numero.

Note a margine
il maleppeggio è diretto da Lanfranco Caminiti.
È patrocinato dall’assessorato al Lavoro, Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Lazio.

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