Yari Selvetella, Cristiano Armati – Roma criminale

Newton Compton (2005), 476 pagine, euro 14,90

roma criminaleNell’Ottocento le questioni d’onore si risolvevano impugnando una spada e diffondendone il suono metallico lungo i vicoli, al cospetto di una folla acclamante. Quella che a noi, generazione delle pistole sembra solo una scena impressa nelle litografie d’epoca, nelle strade di Roma della fine del XIX secolo era una realtà. Personaggi noti, scrittori, giornalisti, spesso rispondevano a critiche e “affronti” sfidando a duello l’avversario; agguerriti, sfoderano la loro abilità, come i furfanti che si cimentavano nel “furto con destrezza”, senza spargimenti di sangue, senza vittime. La cronaca “grigia” si trasforma in nera quando compaiono le prime pistole.
Si uccide per denaro, per gelosia, per devianza o per noia; e ogni caso resta impresso nella memoria storica di un paese. “Roma criminale” ripercorre duecento anni di crimini, delitti, intrighi e misteri che hanno scandito le uscite dei quotidiani non solo romani, ma soprattutto italiani. Roma diventa teatro di eventi criminosi che hanno un impatto forte in tutta la penisola.
Chi non ricorda tristemente il mostro di Nerola, il caso Montesi, i tragici omicidi di Via Veneto, l’omicidio di Pierpaolo Pasolini, il massacro del Circeo, la banda della Magliana, il rapimento di Aldo Moro, la scomparsa ancora irrisolta di Emanuela Orlandi, il delitto di via Poma, la fuga di Luciano Liboni?

Yari Selvetella e Cristiano Armati danno la loro versione dei fatti, soprattutto dei casi ancora irrisolti o che hanno un alone di mistero che li avvolge e che forse li avvolgerà per sempre.
Ci sono casi in Italia per i quali ancora si discute se la soluzione a cui si è giunti sia quella giusta. Pisolini, per esempio, è stato ucciso veramente da Pino Pelosi o c’erano altre persone con lui? Aldo Moro è stato ucciso dalle BR o in qualche modo è stato “sacrificato” in nome della salvaguardia dello Stato? Emanuela Orlandi da chi è stata rapita e perché?
I due autori si fanno portavoce di quella versione dei fatti che spesso non concorda con quella ufficiale reiterata dai media.

Il libro “Roma criminale” dà quindi un’informazione completa, perché vaglia tutte le ipotesi e riflette sulle più verosimili e meno diffuse; abbiamo di fronte uno strumento d’archivio, di analisi, di narrazione.
Gli autori analizzano fenomeni come la violenza inaudita scatenatasi in un uomo, il “canaro della Magliana” nel torturare un nemico che lo vessava psicologicamente; cercano di trovare una spiegazione nel fascino suscitato da Luciano Liboni; guardano come i media hanno affrontato casi quali il delitto di Wilma Montesi, liquidato inizialmente come incidente; si chiedono, come tutti noi, perché e chi abbia permesso ad Angelo Izzo di tornare a colpire.
Lo stile, soprattutto nella seconda parte, è quello di una narrazione pura, non solo cronachistica, che emozione, spinge a reazioni di rabbia, dolore, fastidio di fronte alle scene più crudeli e cruente.

Completato da immagini, foto, ritagli di giornale, ci accompagna con il fiato sospeso, come in un thriller, attraverso la storia del nostro paese, la nostra storia. E, come nell’estate del 1975 guardando le immagini di un cadavere riverso sulla a Ostia, nel maggio del 1978 alla vista dello scempio di via Fani o nel torrido agosto del 1990, quando una ragazza di vent’anni moriva in un condominio svuotato in via Poma, ci torna nell’anima lo sgomento e il senso di impotenza di fronte a chi ci racconta una storia che purtroppo non è solo narrazione.

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Un pensiero su “Yari Selvetella, Cristiano Armati – Roma criminale

  1. Laura ha detto:

    Ottimo libro, per sapere quello che è successo di oscuro (non solo) a Roma attraverso una lettura che è più appassionante rispetto a quelle offerte da tanti romanzi che ci sono in giro

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