Pubblicato da: francesca giannetto su: 20 Maggio 2009
Qui non si butta via niente. Almeno finché Richard è nei paraggi.
Richard è un junker per passione e per professione. Romantico robivecchi che di mattina se ne va alle svendite di garage (in America sono frequentissime, quasi una ogni trasloco o ogni morte di proprietari di casa) a raccattare cianfrusaglie e roba usata che il pomeriggio espone e vende al Satori Junk, il suo negozio.
Affascinato dalle cose acquistate, usate, amate e poi dimesse, ma ancor di più dalle storie che ogni vaso art déco, ogni soprammobile kitsch, ogni poltrona con i braccioli rovinati potrebbero raccontare, dedica le sue giornate a mettersi in ascolto degli oggetti, collezionarli, venderli, scambiarli.
E in mano sua, nel suo negozio, ogni cosa continua a vivere, si carica di un nuovo significato, diventa protagonista di una storia completamente nuova.
Storia che a volte lo coinvolge – e stravolge – direttamente.
Ed è così che due vecchie sedie smettono di impolverarsi in un garage e iniziano ad essere simbolo della sua storia complicata con Theresa, una donna che per lavoro sopprime gli animali che nessuno vuole più e a cui lui starà accanto nel bene e nel male; storia che costituisce la spina dorsale di questo romanzo, come lo stesso sottotitolo (“una storia d’amore”) lascia intendere fin dall’esordio.
E, come un paradosso, i genitori di Richard muoiono, lasciando un’intera casa piena di oggetti fra cui spulciare, da smistare, di cui appropriarsi, che iniziano a raccontare a storie che Richard avrebbe preferito non sentire. Una normale attività per lui, scavare fra le cianfrusaglie, diventa quindi un cammino dentro la vita, i segreti, l’altro volto delle due persone che lo hanno messo al mondo e che lui ha sempre visto come mamma e papà e che adesso è costretto a vedere come un uomo e una donna, con vizi e virtù.
“Ci sono tante emozioni e sensazioni che non ho nemmeno finito di provarle tutte”; riassunta in una frase, la poetica di un romanzo fatto di storie e di emozioni, di curiosità che accompagnano nel cammino fatto pagina dopo pagina accanto a Richard, che non risparmia ai lettori la sua timidezza, la tenerezza, la sofferenza. Richard è un’anima pulita, altruista, mosso da passioni. Una persona che fa dell’accumulo di beni l’accumulo di emozioni.
Finale ideale del libro (che può essere quindi svelato) si trova oltre l’ultima pagina, nell’aletta che chiude il volume:
“Non è difficile immaginarsi Michael Zadoorian che passeggia con la fidanzata Rita per Detroit – dove è nato una quarantina di anni fa – con in mano un vaso art déco, otto portatovaglioli in bachelite, un sacchetto pieno di smalti & cornici da sistemare”.
Aspettiamo con ansia “The Leisure Seeker”, che ancora Marcos y Marcos sta per pubblicare.